Auto elettriche, Friuli Venezia Giulia primo in Europa con “Noemix”

12.04.2019 – 07.39 – Il Friuli Venezia Giulia primo in Europa nel campo della mobilità sostenibile, specificatamente nella difficile conversione dall’antiquato motore a scoppio al silenzioso electrical engine. Nonostante il confronto sia con gli stati del nord, avanti da diversi decenni rispetto ai paesi mediterranei, la Regione si colloca ai primi posti, tanto per la sostituzione delle autovetture “statali”, quanto per gli incentivi per il passaggio alle vetture elettriche.

Tanto impegno – in contrasto con altre questioni ambientali accantonate, tra tutte la Ferriera di Servola – è stato ribadito dalla Regione all’evento nazionale Motus-E, dedicato a fare il punto sullo stato della mobilità elettrica in Italia. Il Friuli Venezia Giulia sta compiendo passi importanti nel settore grazie ai fondi europei e alla collaborazione con la Slovenia, il tutto tramite il progetto Interreg Muse. Contemporaneamente e deriva da qui il primato del titolo, la Regione è il primo ente in assoluto in Europa che sta sostituendo 800 veicoli “statali” con 500 auto elettriche, senza trascurare la correlata produzione di energie rinnovabili tramite cui alimentarli. Risulta infatti paradossale una conversione all’energia elettrica dove la stessa viene fornita a sua volta, come succede negli Stati Uniti, da centrali alimentate a carbone. Questa conversione sull'(auto)strada di Damasco è stata resa possibile dal Progetto Noemix.

Sempre nell’identico ambito, l’Amministrazione FVG ha stanziato, per il secondo anno consecutivo, 1,4 milioni di euro di incentivi all’acquisto di auto di ultima generazione (3mila euro per quelle metano/benzina, 4mila euro per le ibride e 5mila per le elettriche) ai quali andranno a sommarsi i contributi statali. Ciò farà si che in Friuli Venezia Giulia si possa arrivare a toccare il tetto di un maxi bonus pari a 11mila euro per l’acquisto di veicoli elettrici e 6.500 euro per quelli ibridi se si decide di rottamare mezzi da Euro 0 a Euro 4.

Infine, la Regione ha ricordato la volontà di dare vita agli Stati Generali euroregionali dedicati ai cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile quale strumento per avviare un ragionamento su ampia scala in merito a un tema che non conosce confini amministrativi e politici.

L’intento è quello di giungere alla promulgazione di una Carta di Trieste propedeutica ai mutamenti previsti a partire dal periodo 2030-50 nell’area alpeadriatica. Oltre al Friuli Venezia Giulia, all’iniziativa dovrebbero prendere parte anche Veneto, Carinzia, Stiria e le Repubbliche di Slovenia e Croazia. Davanti infatti alla minaccia del cambiamento climatico e alle massicce migrazioni e sconvolgimenti economici che comporterà, la collaborazione tra diverse regioni e nazioni viene considerata fondamentale.