18.03.2019 – 15.49 – Il convegno “Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto Franco“, rivolto a celebrare un anniversario così importante per la città, non sarebbe stato possibile senza la Regione. Il Friuli Venezia Giulia era infatti presente con l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Pizzimenti.
“La fondazione del Porto Franco di Trieste ha segnato una data fondamentale non solo per la città di Trieste, ma per tutta la nostra regione perché, dopo il grande sviluppo vissuto sotto l’Impero austroungarico, oggi è nuovamente al centro dell’attenzione internazionale e ha assunto una grande rilevanza nello scacchiere globale. Un successo che non è frutto del caso, ma della lungimiranza di chi ha dato vita a questa struttura e della collaborazione tra le istituzioni, che la Regione continuerà a promuovere”.
Pizzimenti ha successivamente spiegato che “la sua collocazione nel cuore del continente, in un punto d’incontro tra le rotte marittime, ferroviarie e autostradali, rende il Porto di Trieste un hub fondamentale per l’Europa nord orientale. Per la crescita dei nostri porti, che devono essere visti in un’ottica di sistema, sono però fondamentali gli investimenti sulla rete delle infrastrutture, ampiamente sostenuti dalla Regione, e una gestione attenta e vigile da parte dell’Autorità di sistema portuale, come si è dimostrata quella attuale”.
La Regione era stata presente la scorsa estate a un incontro in Cina, rivolto a valutare legami non solo economici, quanto culturali e politici. Una vera e propria missione, con protagonisti l’assessore Sergio Emidio Bini e il Presidente del’Authority, Zeno D’Agostino.
Non sorprende, pertanto, il favore nei confronti della Nuova “Via della Seta“, così come la positività sui possibili investimenti cinesi; a questo proposito Pizzimenti ha rassicurato che “la governance totalmente pubblica dell’Autorità di sistema portuale offre garanzie assolute sul rispetto della sovranità e degli interessi nazionali. Essere esclusi da questa partita sarebbe sbagliato perché i traffici e gli investimenti verrebbero semplicemente spostati su altre aree escludendoci dal mercato globale”.
Tuttavia, ha ribadito, in conclusione: “Dobbiamo però stabilire un rapporto biunivoco, con vantaggi sia per la Cina sia per il Friuli Venezia Giulia e l’Italia. Il nostro obiettivo, oltre alla crescita economica, è l’aumento dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni di lavoro“.


