Manuel Bortuzzo non si è arreso “Sento qualcosa dove non dovrei sentire nulla”

14.3.19|13.26 – Saranno i suoi 19 anni, sarà la sua abitudine-da promessa del nuoto come è rimasto ancora oggi- a considerare i limiti individuali solo come un’illusione, o forse Manuel Bortuzzo è semplicemente nato a Trieste e il “Viva l’A e po’ bon” fa parte di lui. Fatto sta che non appena ne ha avuto occasione è tornato a nuotare e mercoledì si è ripresentato al Centro federale Polo natatorio di Ostia dopo più di un mese, spingendo la sua sedia a rotelle. Nel frattempo, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano sono stati arrestati per avergli sparato nel quartiere romano di Axa, il 2 febbraio, scambiandolo per un rivale territoriale. I due viaggiavano a volto scoperto quella sera e Manuel, che un istante prima di essere raggiunto dalla pallottola si era voltato verso di loro, ha potuto così confermare la fondatezza dei sospetti.

Proprio rispondendo a “Repubblica” sui suoi aggressori, il giovane ha dimostrato una maturità e una capacità di sdrammatizzare non scontate alla sua età: “Rabbia verso di loro? No, non ne provo, non la meritano. Sono già sfigati di loro a vivere in un ambiente del genere. Incontrarli? Non cambierebbe niente, penso che se li vedessi davanti a me mi metterei a ridere, perché non ha senso quello che hanno fatto e non si tratta di perdonarli o meno.”.

“Non credevo di riuscire a fare le prime bracciate oggi, ma ce l’ho fatta subito anche se con un po’ di fatica” ha ammesso ridacchiando dopo il ritorno in acqua, prima tappa di un percorso che Manuel vuole terminare in piedi, tornando padrone delle proprie gambe.
Ci vuole sfrontatezza verso la sorte e incoscienza per uno come lui, che sa di aver subito una lesione midollare completa ma sogna ancora di andare alle Olimpiadi. Soprattutto ci vuole coraggio e serenità d’animo nel mettersi alle spalle senza recriminare nemmeno per un attimo l’insensata deviazione che la sua vita ha preso quella sera di inizio febbraio.

Al momento le sue parole piene di ottimismo e la luce in fondo ai suoi occhi quando parla danno più speranza della scienza: “Sento qualcosa dove non dovrei sentire nulla” sensazioni quasi impercettibili al di sotto del busto, segnali fiochi che si uniscono ai progressi, inaspettati per la loro precocità, nelle sessioni di fisioterapia e riabilitazione occupazionale.

“In fondo poteva andarmi peggio, no? Sono vivo, questo è l’importante” Dunque perché arrendersi? Un messaggio semplice e di una schiettezza disarmante, qual è Manuel.

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