20.03.2019 – 19.18 – Il Gruppo dei Cittadini chiede un impegno della Regione per valutare opportunità e pericoli, per il Friuli Venezia Giulia, legati all’accordo Italia/Cina.
“Se il porto di Trieste diventerà davvero il terminal della cosiddetta Via della Seta è necessario quanto prima che si arrivi al pieno coinvolgimento dell’intera comunità regionale”.
Questa, in sintesi, la richiesta che Tiziano Centis e Simona Liguori hanno avanzato alla Giunta Fedriga con una mozione che, se venisse approvata, impegnerebbe la Regione da un lato “a far valere la presenza e gli interessi del FVG in ogni sede decisionale, tenendo costantemente informato il Consiglio regionale”, dall’altro “a costituire un organismo, partecipato anche dall’opposizione e dai rappresentanti delle organizzazioni industriali e dei lavoratori, per proporre le iniziative più opportune e stabilire obiettivi e compatibilità condivise in grado di assicurare al nostro sistema economico prospettive di reale e duraturo sviluppo”.
La richiesta dei Cittadini si basa sul fatto che sembra ormai essere imminente la sottoscrizione del Memorandum of understanding (Mou) tra Italia e Cina e di numerosi altri accordi bilaterali, tra cui spicca quello che vede come contraente l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale. Così come appare evidente l’importanza del Porto di Trieste – primo porto d’Italia per tonnellaggio totale (oltre 62 milioni) e primo porto ferroviario con quasi 10.000 treni movimentati – per lo sviluppo del sistema economico della nostra regione e dell’intero territorio nazionale.
“Tutte le implicazioni derivanti dall’essere considerato uno dei terminali della Via della seta – si legge nella mozione sottoscritta dalla Liguori e da Centis – devono dunque essere attentamente valutate, tenendo presenti sia le opportunità che i pericoli che potrebbero derivare da un accordo con la Cina in un’ottica di medio-lungo periodo“.
[c.s.]


