“I Balcani 1917-1919. La missione in Albania e la questione jugoslava”: ultimo appuntamento con “Le sabatine del Museo Sveviano”

29.03.2019 – 09.50 – Domani, sabato 30 marzo, alle ore 11.00, in via Madonna del Mare 13, si terrà il nono e ultimo appuntamento del ciclo “Le sabatine del Museo Sveviano”, curato da Riccardo Cepach, con la presentazione del libro “I Balcani 1917-1919. La missione in Albania e la questione jugoslava” di Giuseppe Antonio Borgese (Luglio Editore – Comune di Trieste).

Il testo, pubblicato quest’anno, ricostruisce le missioni che Borgese svolse per conto del primo ministro Vittorio Emanuele Orlando, nel 1917, in Francia, Albania e Macedonia e Svizzera, tutte collegate alla complessa questione balcanica e al problema della nascente azione propagandistica italiana (la Francia era impegnata sul fronte macedone al fianco dell’Italia, ma con attriti e inimicizie continue, mentre la Svizzera era il luogo di elezione di molti fuoriusciti jugoslavi).

La parabola dell’interesse di Borgese per la questione balcanica viene seguita fino all’organizzazione nel 1918, in collaborazione con Giovanni Amendola, Ugo Ojetti e altri, del Congresso delle Nazioni oppresse dall’Austria-Ungheria, il cosiddetto “Patto di Roma” e alle ultime comunicazioni di Borgese a Orlando che, ancora nell’autunno del 1919, sperava invano di riuscire a dare il suo contributo nelle trattative di pace assicurando all’Italia un maggior peso nell’Adriatico senza perseguire la fallimentare via imperialistica.

Il volume, curato da Riccardo Cepach e Ilaria de Seta, raccoglie una serie di documenti inediti, primo fra tutti la relazione di Borgese sul suo viaggio in Albania e Macedonia nel giugno del 1917, in piena guerra, corredato dalle fotografie mai viste prima, rinvenute recentemente fra i fondi della Biblioteca Civica di Trieste. Tale materiale viene introdotto da un saggio di inquadramento storico e dalle note esplicative di Paolo Muner, che aiuta il lettore a entrare nella complessità di un territorio e di un periodo storico che la sovrapposizione di ambizioni, rivendicazioni e prospettive rendeva, e in parte rende ancora, un complesso mosaico.

Chiude il volume la postfazione di Davide Scalmani, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, che svolge un ragionamento riassuntivo sul ruolo della propaganda nel periodo della Prima Guerra e anche in seguito.

L’incontro verrà introdotto e moderato dallo storico Bojan Mitrovic.