04.02.2019 – 08.26 – Un’ombra oscura si allunga sulla Regione Friuli Venezia Giulia e quest’ombra è la mafia. Il procuratore nazionale, Federico Cafiero De Raho, ha dipinto un quadro fosco della situazione locale, osservando che nel Nord Est “segnali ce ne sono stati diversi”. L’intervento è avvenuto presso gli Stati generali dell’Antimafia Nordest “Contromafiecorruzione” di Libera.
La mafia ha cambiato modus operandi e pertanto risulta meno visibile, meno facile da riconoscere; inoltre la scarsa consapevolezza del pericolo tanto dalle istituzioni, quanto dai cittadini, facilita il processo. “Le mafie – ha rilevato De Raho – hanno un modo insidioso di graduale infiltrazione nei territori in cui si è meno predisposti a cogliere i segnali delle loro presenze”. “Oggi le mafie sono sempre più affari e meno territorio. Eppure sono tantissimi i loro appartenenti presenti nel nord Italia. Laddove non sono apparentemente presenti è perché probabilmente non le si è cercate a sufficienza”.
Il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, ha rimproverato che “a parole ci sono tutti, ma molte parole sono stanche: abbiamo bisogno di parole vere che si traducono in fatti e concretezza. Lo chiediamo alla politica del Paese, alle amministrazioni e alle istituzioni”.
Mentre il direttore della Dia, Giuseppe Governale, ha ricordato che le “armi” per combattere la mafia sul lungo periodo, al di là degli interventi muscolari della polizia, rimangono quelle “della società civile“.
Gli Stati Generali dunque confermano e validano gli avvertimenti del procuratore Dario Grohman, il quale nell’occasione dell’apertura dell’Anno Giudiziario 2019, aveva ricordato che “i tentativi di infiltrazioni criminali di stampo associativo mafioso si sono fatti più audaci e numerosi”.


