04.02.2019 | 19.00 – Ieri pomeriggio, domenica 03 febbraio, la Digos della Questura di Trieste ha deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, un 33enne, per il reato di procurato allarme.
L’uomo è stato riconosciuto in quanto autore, dell’abbandono di un contenitore sospetto, davanti alla nuova sede di Casapound, attorno alle 13.00 di ieri. Il contenitore, un secchio di quelli utilizzati per contenere vernici o solventi, è stato rinvenuto dai frequentatori della sede che, visto l’oggetto abbandonato sulla sede stradale antistante l’ingresso, hanno allertato le Forze dell’Ordine. Arrivata sul posto, la Volante della Questura, notando che il contenitore non era sigillato, ma che era stato precedentemente aperto, hanno deciso di richiedere l’intervento degli artificieri della Polizia di Stato, per scongiurare il pericolo di un ordigno esplosivo. Attraverso l’analisi radiografica dell’oggetto, gli uomini della squadra artificieri, hanno potuto constatare che il barattolo non conteneva alcuna sostanza liquida, ma presentava un contenuto non ben identificabile; decidevano così di procedere all’apertura del contenitore tramite una carica esplosiva di bassa capacità, dopo aver messo in sicurezza il sito e bloccato il transito veicolare della via. Dopo aver fatto brillare il recipiente, si è scoperto che all’interno non vi era che un ratto di grandi dimensioni, deceduto poco dopo l’apertura del manufatto, il quale, era stato collocato nel contenitore ancora vivo.
L’esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza di Casapound, hanno permesso di risalire al uomo che, proveniente da via Ginnastica con il barattolo in mano, lo aveva lasciato nelle immediate vicinanze della sede per poi dileguarsi. Le immediate ricerche hanno portato all’individuazione dell’autore del gesto, da parte del personale della Digos, in una via poco distante mentre tentava di allontanarsi, dopo avere assistito a distanza alle operazioni del personale della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale, impegnati nell’intervento.
Negli uffici della Questura, il 33enne ha ammesso il gesto, motivandolo con la volontà di un’azione denigratoria nei confronti dei sostenitori di Casapound. L’Autorità Giudiziaria, informata dei fatti, sta vagliando la posizione dell’uomo.


