Discriminazione sessuale: più alta o più bassa? Il Diritto 4.0

11.02.2019 – 16.45 – La Corte di Cassazione italiana si è occupata del caso in cui Trenitalia non voleva assumere un Capo Treno Servizi perché troppo basso (Cass.lav. 3196/19).

In particolare, il candidato all’assunzione era una donna, cui Trenitalia aveva comunicato la “inidoneità fisica per deficit staturale” a causa dell’altezza inferiore a 160 cm. Per quanto il limite d’altezza fosse previsto per tutti, sia uomini che donne, la candidata riteneva che questo limite la discriminasse in base al genere sessuale.

Vediamo il ragionamento dei giudici su questo punto.

La previsione di una statura minima identica per uomini e donne è in contrasto con il principio di uguaglianza, scrive la Cassazione, perché non tiene conto della diversità di statura media tra uomini e donne. Gli uomini sono mediamente più alti delle donne e non tenere conto di questa diversità fisica è una discriminazione “indiretta” a sfavore di queste ultime.

Naturalmente, può ben darsi che un’altezza minima sia necessaria per svolgere un determinato lavoro, ma, in questo caso, Trenitalia avrebbe dovuto dimostrare che il limite staturale era essenziale per la sicurezza e la funzionalità del lavoro da svolgere. Il datore di lavoro non ha fornito questa prova e, pertanto, la regola dell’altezza minima è stata ritenuta discriminatoria nei confronti delle donne.

In conclusione, il limite minimo di altezza viene disapplicato e Trenitalia condannata ad assumere la candidata.

È interessante osservare che, qualora la mancata assunzione per “deficit staturale” avesse colpito un uomo, egli non avrebbe potuto pretendere l’assunzione al pari della donna, poiché non sarebbe stato discriminato in base al genere sessuale.

avv. Guendal Cecovini Amigoni

Trieste – Gorizia – Udine