Parliamo di relazioni, dell’anima-persona, del counseling con Rossella Senci, counselor relazionale e dirigente dell’Accademia di Maestria

07.02.19 h.11.00

Oggi parliamo con Rossella Senci counselor relazionale con esperienza ventennale ed insegnante; fondatrice e docente del metodo Ponte sulla base del quale dirige l’ Accademia di Maestria a Trieste.

Rossella raccontami innanzitutto quali sono le attività dell’Accademia di Maestria..

Oltre ad essere una vera e propria Accademia di formazione, è un centro di ricerche olistiche, offre spazio e tempo a diverse associazioni, a diversi professionisti che desiderano esporre o praticare le loro tecniche e filosofie. Personalmente tengo consulenze individuali di counseling relazionale oltre ad insegnare e a dirigere l’ Accademia.

Cosa si intende per counseling relazionale? 

Il counseling relazionale pone l’accento sulle nuove relazioni; la relazione con noi stessi, con gli altri, con la natura, con Madre Terra, con gli ambienti che frequentiamo. Lavorando su questo si facilita il ricordo di ciò che ogni anima-persona ha comunque già nel suo interno. Il termine emergenza intende “ciò che emerge”, il counselor facilità l’emergere di tutte le preziosità e il potenziale che è in ogni persona.

Presso l’accademia ci sono inoltre molti operatori nella relazione d’aiuto o di benessere, maestri di Yoga, di Reiki, della scuola Ayurveda che collaborano con le loro attività. C’è quindi una bella energia di collaborazione per il benessere delle persone anche con professionisti che arrivano dall’estero.

Usi spesso il termine anima-persona, cosa intendi esattamente?

Mi piace ricordare sempre che le persone sono prima di tutto un’anima, oltre ad essere persone con una personalità; le due cose sono quindi unite, non si possono scindere. Serve a mantenere la visione di chi si ha davanti, la visione di un’anima che ha una sua spiritualità.

Lo spirito è esattamente quello del Namastè, ovvero “riconosco lo spirito che è in te”; è un saluto che definisce la reciprocità. La stesso tipo di riconoscimento è presente anche nel saluto dei nativi “Lak’ech” ovvero “io sono te e tu sei me”; questa è la base del counseling poiché è un lavoro paritario.

Mentre per quanto riguarda le attività di formazione..

L’Accademia è anche una scuola triennale di counseling relazionale, con 1500 ore di preparazione ed una metodologia particolare. Non è suddivisa in annualità ma è un ciclo unico, questo offre l’opportunità alle persone di iscriversi in qualsiasi momento. In base al metodo Ponte ovvero per il principio che nessuno può decidere per un altro quando è il momento giusto per accedere; oltre alla non suddivisione delle persone in classi poichè ogni anima saprà dove, quando e con chi lavorare. Attraverso questa scuola si potrà poi accedere all’esame nazionale della S.I.A.F (Società Italiana di Armonizzatori Familiari, counselor ed operatori olistici) o di altre associazioni di categoria.

Quindi è un’accademia riconosciuta dalla Siaf ?

Certo, è riconosciuta per la qualità dei servizi offerti. Le persone che frequentano la scuola fanno prima di tutto un percorso individuale e contemporaneamente si preparano per la relazione di aiuto. Alla fine del percorso si ottiene un’attestazione del metodo Ponte e si può anche accedere all’esame Siaf.

Qual è la peculiarità di questa scuola?

La specificità è la pedagogia dell’ Essenza; quindi una preparazione che da modo di dialogare con insegnanti, genitori, dirigenti scolastici proprio per la preparazione pedagogica. Questa è una delle tre macroaree dell’Accademia,per Essenza si intende lo studio e l’interesse scientifico e spirituale che si attua per la parte bambina;ovviamente non intesa solo in quanto “età bambina” ma come parte interiore. Si potrebbe paragonare ad una sorta di “tecnologia dell’anima”; si reimparano i funzionamenti animici (identificare le proprietà dell’anima).

Da cosa arriva il termine Maestria?

Fa parte anch’esso delle macroaree degli studi dell’Accademia. Per Maestria si intende un’insieme di corsi e percorsi che permettono all’allievo di recuperare la personale maestria, quindi i personali talenti, le personali inclinazioni, le personali intenzioni. Non esistono i “guru“, ognuno è maestro di se stesso; non definisce una certificazione di una cosa specifica, la maestria richiede un ventaglio di competenze ricche e caratterizzanti.

Qual è quindi la terza parte del metodo?

Il terzo elemento sono le strutture, intese come strutture fisiche, della comunicazione, sessuali, del paraverbale e via dicendo. La figura del counselor è molto complessa, deve avere la capacità di empatia con l’interlocutore e quindi comunicare con esso attraverso più lingue e linguaggi. Le anime-persone sono di tipologie molto diverse, quindi i counselor devono essere preparati in vari campi.

Dopo queste curiosità la seconda parte proseguirà con il femminile e il maschile, le relazioni di coppia, le difficolta tra gli uomini e le donne. Al prossimo giovedì!

[Chi fosse interessato ad informazioni può contattarmi come referente di benessere sessuale alla mail: [email protected]]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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