Scuola di Neuroetica: convegno della Sissa su “Dipendenze e cervello”

03.12.2018 – 09.10 – Quarta edizione al via alla Sissa di Trieste per la “Scuola di Neuroetica“, dal 3-5 dicembre, con la partecipazione dell’Osservatorio sulle tossicodipendenze e Università di Roma Tre. L’obiettivo è indagare le potenziali conseguenze – scientifiche ed etiche – degli studi sul funzionamento del sistema nervoso e del cervello in relazione alle malattie mentali.

Nonostante i notevoli e sorprendenti sviluppi delle neurotecnologie e della neurofarmacologia, le “scienze del cervello” rimangono ora più che mai materie dalle conseguenze delicate tanto nelle applicazioni pratiche, quanto nella percezione del pubblico nei confronti degli studi più controversi. Se dunque la scienza del cervello procede, così deve anche progredire l’etica nella ricerca e nelle pratiche cliniche.

La Scuola di Neuroetica 2018 cerca di rispondere a questi interrogativi usando il caso delle dipendenze. Tra i vari disturbi del sistema nervoso che stanno oggi sollecitando la ricerca di base, la clinica e la riflessione etica, le dipendenze costituiscono uno dei casi di studio più interessanti, per diverse ragioni. La prima ragione è che le dipendenze rappresentano il disturbo del comportamento per il quale è disponibile la maggiore quantità di dati sperimentali, dalla ricerca molecolare, genetica e neurofarmacologica sui modelli animali fino agli studi di neuroimmagine sull’uomo. La seconda ragione sta nel fatto che gli schemi comportamentali delle dipendenze, la tipica tensione tra desiderio e ragione, compulsione e scelta autonoma, ricerca della ricompensa immediata e investimento sul futuro sembrano rappresentare un esempio paradigmatico dei tratti e delle contraddizioni che caratterizzano l’essere umano in generale. Allo stesso tempo le dipendenze costituiscono una lente di ingrandimento con cui guardare più chiaramente al modo in cui i significati, i valori, le decisioni e le azioni riguardo agenti e comportamenti associati al piacere e alla gratificazione possono condurre a esiti patologici e alla compromissione di funzioni mentali.

La riflessione neuroetica sulle dipendenze in quest’ultimo senso può aiutare a comprendere e combattere la diffusione nella società contemporanea di tecnologie che sollecitano il desiderio e il piacere, affrontandole da un punto di vista etico, giuridico, sanitario e comunicativo.