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domenica, 14 Agosto 2022

Morire a un concerto? Parliamo di sicurezza in luoghi chiusi.

 

 

 

 

 

11.12.2018 – 10.15 – La mia intenzione era di pubblicare una serie di articoli dedicati alla sicurezza femminile, ma i recenti fatti di Corinaldo (Ancona) mi hanno fatto deviare leggermente dalle mie intenzioni. Mi scuso e prometto che dal prossimo articolo riprenderò a parlare della difesa e della protezione delle donne. Ora parliamo dei fatti.

La notte tra il 7 e l’8 dicembre, a Corinaldo, era in programma il DJ Set del trapper Sfera Ebbasta, idolo dei giovani con oltre un milione e mezzo di follower su Instagram. Tra la mezzanotte e l’una, prima della sua esibizione, qualcuno ha spruzzato dello spray al peperoncino in sala e la gente, prevalentemente ragazzini di cinque scuole superiori della zona e un po’ di genitori, presa dal panico, ha iniziato a fuggire. Relativamente alle uscite di sicurezza: una era posta in basso, al livello del parcheggio esterno, mentre un’altra dava su una rampa sopraelevata, che si affacciava su quella inferiore: nell’accalcarsi della folla, la ringhiera della rampa ha ceduto e le persone sulla rampa sono cadute su quelle in basso, schiacciandole. Risultato: sono morti cinque minorenni (tre ragazze, due ragazzi) e una mamma trentanovenne (che lascia quattro figli, compresa la bambina undicenne che stava accompagnando quella sera).

Potremmo parlare delle responsabilità dell’autore del gesto (ossia di colui o colei che ha spruzzato la sostanza), del gestore del locale (il quale ha accolto oltre 1.400 persone, a fronte di una capienza autorizzata di 469), delle misure di sicurezza e della regolarità delle strutture della discoteca. Ma la cronaca sta già occupandosene ampiamente. Quello che possiamo fare è prendere spunto da questo terribile evento per trarre qualche conclusione e dare un po’ di suggerimenti sulla sicurezza nei locali affollati.

Fermo restando che già in situazioni perfettamente regolari è molto difficile gestire la sicurezza in caso di folla in preda al panico, se si va oltre alle norme previste, ad esempio accogliendo più partecipanti di quanto consentito, ciò diventa praticamente impossibile. La massa notevole di persone, unita ad uno stato mentale completamente irrazionale (paura e panico), genera un “mostro” capace di travolgere tutti, nella completa incapacità di valutare la propria ed altrui sicurezza. Quindi? Cosa fare?

Possiamo utilizzare delle soluzioni che, pur non garantendo totalmente l’incolumità personale, almeno danno qualche possibilità in più di togliersi dalle grinfie del “mostro”.

  • Innanzitutto cerca sempre di capire quali e dove sono le uscite. Se non le vedi, informati con il personale. Fatti un giro per individuarle chiaramente (a volte sono nascoste da tende o separé) e nel caso tu veda che la situazione inizia a farsi intensa, tieniti vicino ad esse.
  • Una volta fuori, allontanati il più possibile; altrimenti, se ti fermi, rischi di essere travolto dalla ressa che sta fuggendo istericamente e senza controllo.
  • Una volta raggiunto un punto sicuro, valuta le tue condizioni: infatti sotto stress l’adrenalina circola abbondante, e magari non ti sei accorto di un taglio, di una lussazione o di una frattura, o di essere senza giubbotto e fuori fa freddo.
  • Fai dei respiri specifici per abbassare il battito cardiaco (“respirazone tattica”: è una tecnica davvero semplice, ma molto efficace. Ne parleremo a breve nei prossimi articoli)
  • Poi chiama i soccorsi. Fallo comunicando subito l’indirizzo esatto del luogo, ripetuto due volte, e poi descrivendo la situazione. Rispondi alle loro domande, mantieni la calma e valuta l’andamento della situazione.

Ma la sicurezza all’interno di un locale non riguarda solo il caso di fuga di massa: abbraccia diverse situazioni che richiedono la tua attenzione. Innanzitutto iniziamo con la raccomandazione fondamentale: non perdere le capacità di base (comunicare, guidare, scappare e, se hai l’addestramento idoneo, difenderti). È molto importante, perché mantenere queste abilità ti consente di gestire al meglio e nel modo più efficace una situazione critica.

  • Non assumere sostanze con effetti psicotropi (droghe) e se proprio devi bere, fallo con moderazione. Non legare il tuo divertimento all’assunzione di sostanze in quanto, oltre a tutti gli effetti deleteri sulla salute, ti priva della capacità di reazione e di gestione in caso di situazione critica.
  • Fai attenzione al tuo drink. Guarda il barman da quando ti prepara la consumazione a quando te la consegna, e una volta in mano tua, se non bevi tutto d’un fiato, metti la mano sul bicchiere a mo’ di tappo tra un sorso e l’altro. Va di moda infatti il “drink spiking”, ossia mettere droga o farmaci nelle bevande, per poi vederne gli effetti e riderne (tra amici), o per preparare l’eventuale vittima a cadere più facilmente nella trappola (in caso di furto o, peggio, di stupro).
  • Quindi occhio costante su quello che puoi gestire: i tuoi vestiti (tasche, cappucci, ecc.), gli accessori (portafogli, cellulare, chiavi di casa, borsetta) e le consumazioni (oltre a quello che hai ordinato, non accettare assaggi da drink di altri, a meno che non siano persone che godono della tua assoluta fiducia, come il partner o il migliore amico o amica).
  • Controlla costantemente l’ambiente. Come fa uno scanner. Osserva il linguaggio del corpo delle persone e, se ti sembra di notare che la situazione si stia scaldando, cambia aria. Abbandona la zona e scegline un’altra più sicura, oppure vattene.
  • Se sei una donna, o una ragazza, fatti accompagnare in bagno da un’amica, e datevi il cambio nella toilette: una è dentro e l’altra sta fuori e osserva. Poi uscite insieme. Se una è in difficoltà l’altra deve subito chiamare aiuto. Magari organizzatevi con i vostri amici, in modo che ce ne sia almeno uno fuori ad aspettarvi.
  • Se sei un uomo, o un ragazzo, non accettare le provocazioni, soprattutto da persone ubriache e/o in gruppo. Piuttosto scusati, cerca di andartene e di attirare l’attenzione degli addetti alla sicurezza. Lascia l’orgoglio fuori dalle tue strategie relative alla sicurezza, e pensa solo a tornare a casa con il minor numero di danni possibile, meglio se pari a zero.

In sostanza, sono indicazioni molto simili a quelle che hai ricevuto sull’articolo “Violenza e movida”, con l’aggravante di poterti trovare in uno spazio ristretto e avere meno margini di manovra. Sembra ‘tanta roba’, ma in realtà sono pochi, ma efficaci, accorgimenti che possono fare una grande differenza in caso di pericolo o di situazione critica: consapevolezza della situazione, di sé stessi, degli eventuali approcci e avere sempre un piano in mente per mettersi in salvo. Inizia a fare piccoli cambiamenti nel tuo comportamento e piano piano diventeranno abitudini.

Per concludere, quando diversi fattori si uniscono per generare una tragedia come quella accaduta a Corinaldo, a volte si è in balia degli eventi nonostante addestramento e attenzione. Da genitore, sono vicino a quelle famiglie che hanno perso i loro cari in un modo così assurdo: non ci sono parole che possono lenire il dolore di un genitore quando perde un figlio. L’unica azione concreta è quella di prendere coscienza dei fatti, e lavorare su tutti quei parametri che possono evitare, in futuro, che tragedie simili si ripetano.

Appuntamento fra quindici giorni e se, nel frattempo, avete domande o argomenti che volete approfondire, sarò felice di rispondere a chiunque sia interessato ai temi trattati in questa rubrica.

Walter Friuli

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