Cortocircuiti emozionali

10.12.2018 – 22.00 Se qualcuno pensa di leggere qualcosa di nuovo tra queste poche righe si sbaglia di grosso. Quello che state per leggere è storia vecchia. Ma, come dicevano i latini un tempo, repetita iuvant (le cose ripetute aiutano).

Provate, mentre passeggiate per strada a sorridere alle persone, magari anche a salutarle. Se poi trovate il coraggio di fermare qualcuno e chiedergli un abbraccio probabilmente ricevereste degli insulti e qualcuno penserebbe che vi siete fatti di qualcosa. Perché? Perché quando ci incrociamo non ci guardiamo più negli occhi, tendiamo a schivarci. Perché il contatto fisico è sempre più difficile. Perché siamo diventati restii agli abbracci, alle effusioni, alle coccole.

E pensare che 30 secondi di abbraccio comandano all’amygdala di produrre ossitocina, l’ormone che determina nel momento del parto la possibilità per la donna di resistere al dolore.
L’ossitocina, a livello emotivo ha enormi benefici sulle persone, con ricadute positive nell’ambito non solo della coppia, ma delle relazioni interpersonali in genere e della socializzazione in senso lato. L’ossitocina è l’ormone delle coccole, degli abbracci, del contatto fisico e dell’empatia. Diminuisce i livelli di stress, l’ansia, favorendo la lettura delle emozioni altrui, la fiducia, il senso di appartenenza e la socializzazione. Il suo effetto è stato paragonato a quello prodotto da una blanda dose di alcool (blanda dose, beninteso), che aiuta a superare la timidezza e aumenta l’empatia e la propensione verso gli altri.

Ecco perché diventa importante abbracciare i bambini, far loro le Madre e figliococcole, dare loro delle conferme perché, così facendo metteremo nel circuito delle memorie, emozioni permanenti che producono benessere. Imparare a guardare l’altro negli occhi, imparare ad abbracciare, imparare a trovare piacere nel contatto fisico, in uno sguardo, in una carezza è fondamentale.

In questo vortice tumultuoso in cui viviamo trovare del tempo per gli altri sembra un miraggio. Ma se per un attimo pensassimo a quanto bene può fare allora non avremmo più dubbi perché, appena varcata la soglia di casa, il nostro primo impulso sarebbe quello di trovare qualcuno di umano da abbracciare. Diamoci il permesso di regalarci un abbraccio.

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