Teatro Miela Bonawentura: “Una splendida giornata da clandestino” con Francesco Godina.

26.11.2018 | 14.00 – Il Teatro Miela Bonawentura vedrà in scena, nelle giornate di mercoledì 5 dicembre e giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 20.30, “Una splendida giornata da clandestino”, uno spettacolo di Giuseppe Nicodemo, ispirato a un reportage di Gianpaolo Sarti per “Il Piccolo” di Trieste, con Francesco Godina che farà da protagonista.

La trasposizione sulla scena del reportage di Sarti nasce da una proposta dell’attore Francesco Godina, e a scrivere la drammaturgia è stato l’autore e attore Giuseppe Nicodemo, che lo ha adattato,  calandolo in una dimensione in cui si confondono sogno e realtà, esaltando la situazione del travestimento e la condizione di sospesa marginalità del mondo dei profughi.

Nello spettacolo è stato coinvolto un rifugiato, Zabiullah Ahmadi, che vive e lavora a Trieste e che ha al suo attivo alcune esperienze teatrali. Egli compare in video, sia recitando alcune parti che esprimono la condizione dell’attesa, sia raccontando un’esperienza di vita.

Questi inserti in video sono al contempo frammenti del mondo mentale del giornalista e parti del reportage. Nel testo teatrale “Fabrizio”, il giornalista,  racconta i diversi momenti della sua giornata, ma anche si racconta, lasciando trasparire sulla scena tutte le emozioni che si intrecciano alla narrazione puntuale degli avvenimenti.

La regia di Sabrina Morena, combina i diversi piani del testo attraverso la ricostruzione di uno spazio che prova a restituire il mondo del Silos e altre parti della città  con le immagini rielaborate da Davide Sanson su fotografie di alcuni fotografi del Piccolo, che sono proiettate su alcuni elementi scenografici pensati dallo scenografo Marco Juratovec. L’interpretazione giovane e divertita da parte di Francesco Godina del personaggio del giornalista “Fabrizio”, permette agli spettatori di immaginare con chiarezza la dimensione in cui si è calato,  e di viaggiare con lui nella città nascosta, in quella città che non si conosce, quella città che si prende cura delle persone in difficoltà.

Tutto è scaturito dal reportage del giornalista Gianpaolo Sarti, che la scorsa estate si è finto migrante per scrivere  sulla situazione dei richiedenti asilo a Trieste. Sarti ha trascorso l’intera giornata con un gruppo di ragazzi afgani e pachistani, che lo hanno subito accolto senza troppe domande. Ha cambiato identità usando un nome inventato; si è vestito da migrante, e ad aiutarlo nel travestimento, sono state anche la barba incolta e la pelle abbronzata.

Oltre allo spettacolo delle 20.30, il 6 dicembre 2018 andrà in scena un’altra rappresentazione alle ore 11.30 per le scuole.