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venerdì, 12 Agosto 2022

La strage degli alberi e le calamità protagoniste domani del convegno del Rotary Club Trieste.

28.11.2018 – 12.49 – Vento, acqua, fuoco, calamità. La natura che riprende il dominio sul pianeta ricordandoci con forza che l’uomo non è il signore del creato e che il suo spazio è limitato e non eterno. Degli incendi, della strage degli alberi e di altro si parlerà domani, giovedì 29 novembre, alle ore 18.30 nella Sala Piccola Fenice in via san Francesco 5 a Trieste, durante il convegno organizzato dal Rotary Club Trieste che ha proprio il titolo “Vento, fiamme e acqua: la strage degli alberi nel 2018. Come evitare le catastrofi anche sul Carso”. Interverranno all’incontro, introdotto dal professor Paolo Battaglini – già presidente del Rotary Club Trieste – Livio Poldini, professore emerito di Ecologia vegetale all’Università di Trieste, e Diego Masiello, ispettore forestale e coordinatore del Centro didattico naturalistico di Basovizza. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Maurizio Lozei.

Dalla California ai boschi di casa nostra, il 2018 è stato l’anno della strage degli alberi. Secondo la stima della Coldiretti, solo in Italia sono stati 14 milioni gli esemplari abbattuti dalla recente ondata di maltempo che ha investito la penisola, dal Trentino all’Alto Adige, dal Veneto al Friuli. Ci vorrà almeno un secolo per tornare alla normalità. Perché accade ciò?

Una parte della risposta è sicuramente imputabile ai cambiamenti climatici. Basti pensare che di recente gli scienziati Onu hanno lanciato un allarme, secondo cui la specie umana ha 12 anni di tempo per cambiare il suo attuale paradigma di consumi, pena la catastrofe globale. «Basta guardare ai boschi del Carso per rendersi conto della mancanza di una cultura ambientale, che affligge tutta l’Italia”, afferma Diego Masiello, ispettore forestale e coordinatore del Centro didattico naturalistico di Basovizza. “C’è il problema dell’invasione da parte di specie aliene come l’ailanto, che di recente proprio a Basovizza ha cancellato un pascolo. Ma anche il pericolo incendiosità, per le case costruite a ridosso dei boschi, e così via”. C’è molto che, nel proprio piccolo, ciascuna nazione e, soprattutto, ciascun cittadino può fare. “L’abbattimento dell’anidride carbonica Co2, la produzione e la conservazione dei suoli, il sostentamento della biodiversità continuano a essere temi non ancora abbastanza dibattuti a livello pubblico”, aggiunge Livio Poldini, professore emerito di Ecologia vegetale all’Università di Trieste. “A livello nazionale è in vigore un Testo unico forestale, firmato dal governo Gentiloni, che al momento della sua approvazione ha ricevuto molte critiche. Si tratta di una legge finalizzata soprattutto all’utilizzo delle foreste a scopi commerciali”, prosegue Poldini, “ma non è stata consultata la comunità scientifica”.

Temi che riguardano ciascuno di noi.

 

 

 

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