Costruito nel 1955, lo stabilimento “ex Zastava”, di Kragujevac, in seguito ad un totale rinnovamento degli ambienti e dei macchinari, costato oltre un miliardo di euro, è diventato ufficialmente uno dei fiori all’occhiello degli impianti industriali del gruppo automobilistico Fiat-Chrysler Automobiles.
FCA, che dal 2012, in questo impianto, vi produce la vettura familiare “Fiat 500 L”, nei primi 9 mesi del 2018, ha ottenuto il titolo di primo esportatore della Serbia. Da Belgrado, il “Ministero dell’Economia e delle Finanze” ha fatto sapere che, nel periodo gennaio-settembre, il gruppo ha esportato vetture per un valore di 599,6 milioni di euro.
Dietro di lui, in seconda posizione, la multinazionale cinese “HBIS” operante nel settore della siderurgia e proprietaria delle acciaierie di Smederevo, con un export di 581,4 milioni di euro. Al terzo posto la compagnia petrolifera serba “NIS” che ha esportato carburanti per 346,6 milioni di euro.
Il gruppo automobilistico della famiglia Agnelli, si conferma, quindi, un’azienda molto importante per quanto riguarda la floridità dell’industria e del lavoro del paese.
Nonostante i numerosi riconoscimenti a livello internazionale, ed il successo di Fiat 500L, anche al di là dei confini europei, sul futuro dello stabilimento aleggiano ancora alcune ombre, come il nome del nuovo modello da produrre nei prossimi cinque anni, in base al piano industriale 2018-2022 presentato lo scorso primo giugno dall’ex A.D Sergio Marchionne.
A Settembre, è inoltre scaduto il contratto di gestione decennale che legava il governo serbo al marchio Fiat. Al momento non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale da parte della casa torinese, tuttavia, il primo ministro serbo, Ana Brnabic, ha dichiarato che l’accordo con il gruppo FCA è prossimo al rinnovo.


