Corteo CasaPound a Trieste: la manifestazione che divide.

01.11.18 | 08.15 – Sabato 3 novembre si terrà a Trieste l’annunciato corteo nazionale di CasaPound, organizzato con l’intenzione di tenere nel capoluogo giuliano una mobilitazione nazionale per commemorare il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale.
Nonostante le numerose contestazioni riguardanti anche la scelta della giornata, che coincide con la festa del Patrono di Trieste, S.Giusto, l’autorizzazione al corteo è stata comunque concessa dal prefetto di Trieste che ha spiegato che sarebbe stato errato vietare la manifestazione in quanto “Finché siamo in democrazia non si può decidere chi può sfilare o meno”.

Una volta giunta la notizia riguardante l’autorizzazione alla manifestazione di CasaPound, numerosi sono stati i dissensi e le mobilitazioni di protesta e di opposizione. Tra le prime voci contrarie vi è stata quella del presidente del Comitato Provinciale Anpi-Vzpi di Trieste, Fabio Vallon, che ha lanciato un appello rivolto pubblicamente anche alle istituzioni – “Per riaffermare i valori della Costituzione italiana” – dichiarando che “Tante, tantissime voci, laiche e religiose si sono alzate a Trieste in questi giorni contro la provocatoria manifestazione di CasaPound, oltraggio alla città medaglia d’oro della Resistenza”.

L’appello di Vallon è stato rivolto a tutti, dalle istituzioni ai cittadini che ha invitato a partecipare alla contromanifestazione organizzata nella giornata del 3 novembre, spiegando che: “Non è questo il tempo di aspettare e di privilegiare interessi particolari di consenso, di rendita di posizione o di rappresentanza. Non è questo il tempo degli indifferenti. Chiediamo ai cittadini e alle cittadine democratiche di Trieste, a tutte le forze politiche, economiche, culturali, sindacali e religiose della nostra città che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della Costituzione italiana di partecipare a una grande, pacifica, inclusiva manifestazione per dire no all’odio, alla paura, alla violenza, alla discriminazione e per dire un forte sì alla solidarietà, al rispetto dell’altro e per riscoprire il valore e il senso delle nobili parole ‘fratellanza’ e ‘pace’, che sono alla base della democrazia e dell’antifascismo”.

Ad unirsi all’appello dell’Anpi, “Trieste Antifascista”, la rete di associazioni, collettivi, gruppi, movimenti, rappresentanze sindacali e singoli, uniti nei valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e dell’antisessismo, che ha organizzato nelle giornate che precedono la data della manifestazione, una serie di incontri e di mobilitazioni che culmineranno, sempre nella giornata del 3 novembre, nella contromanifestazione.

Le motivazioni sono state molteplici; come prima cosa, che la manifestazione “costituisce una pericolosa e crescente minaccia per la democrazia, l’inclusione sociale, la diversità e la contaminazione culturale. Dietro la maschera della vicinanza ai settori più popolari della società e ai loro veri problemi, movimenti come CasaPound nascondono l’intenzione di alimentare una guerra contro i migranti e contro qualsiasi minoranza”.

Ma la critica di Trieste Antifascista è stata indirizzata in particolare anche alla scelta della città di Trieste che “per secoli è stato il punto di convergenza delle tre principali aree macrolinguistiche e culturali d’Europa. Ma italiani, sloveni, croati e tedeschi non erano i soli ad abitare questa città, qui la comunità ebraica trovò rifugio dalle persecuzioni presenti in tutta Europa, gli armeni si dotarono di un luogo di culto, i greci e i serbi costruirono imponenti palazzi sulle Rive, grazie ai proventi dei loro commerci. A Trieste, per secoli hanno convissuto persone che parlavano lingue diverse e professavano fedi differenti.”

Perplessità sono giunte anche da parte del sindaco Roberto Dipiazza, che pur non aggiungendo altro si è dichiarato comunque “contrario a manifestazioni di questo tipo” e dal governatore della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha commentato in merito alla manifestazione di CasaPound: “A me non preoccupa una sfilata, a me preoccupa negare dei valori e i valori che sono rappresentati da chi ha lottato per la libertà”, aggiungendo che “noi non dobbiamo mai dimenticare che ci sono dei paletti che non si possono superare perché vorrebbe dire mettere a rischio quella battaglia che ha visto morti e famiglie devastate per follie che fortunatamente non ci sono più”. Fedriga ha aggiunto tuttavia che sarebbe errato vietare la manifestazione e ha affermato: “Sono profondamente contrario a vietare manifestazioni politiche da qualsiasi parte provengano. Solo uno stato illiberale vieta manifestazioni”.
Preoccupazione è giunta anche da parte dei rappresentanti religiosi delle comunità cristiana, musulmana, buddista ed ebraica presenti a Trieste, che tramite una lettera-appello, hanno esortato le istituzioni ed i cittadini a mandare un messaggio di risposta chiaro, “affinché la nostra città, nel giorno della festa laica e religiosa di Trieste, sia risparmiata da manifestazioni di ideologie che richiamano ad un passato tragico”, e manifestando inquietudine nei confronti del rischio “che le giovani generazioni vengano avvelenate dal diffondersi di ideologie contrarie al rispetto della dignità umana, all’armonia e all’unità dei popoli, portando nella società orrore e odio”.

Ad aderire all’appello anche il PD di Trieste, che tramite la segretaria provinciale, Laura Famulari, ha reso nota la decisione di “Testimoniare in prima persona il fermo ‘no’ in merito alla manifestazione di Casapound”, spiegando che “tale decisione è maturata nell’assoluto e autentico rispetto delle diverse scelte che si possono compiere per esprimere lontananza e condanna dal corteo di CasaPound, che si stanno moltiplicando in queste giornate a partire dalla meritoria iniziativa e dalla ferma condanna delle comunità religiose”.

È stata quindi annunciata dal partito l’adesione alla manifestazione promossa da Cgil, Anpi e comitati antifascisti triestini, con l’auspicio che “nuove adesioni arricchiscano la mobilitazione democratica, e che comunque la città intera ribadisca la sua contrarietà alla manifestazione di CasaPound, così come affermato anche dal sindaco Dipiazza e dal presidente della Regione Fedriga. Al di là delle appartenenze e delle diverse sensibilità, ciascuno trovi le proprie forme ed i propri momenti per esprimerlo, favorendo comunque”, ha concluso Famulari, “un’ampia partecipazione da parte di tutti coloro che credono in una Trieste città della pace, aperta, multiculturale e contraria ad ogni violenza e discriminazione”.

Ad accogliere la richiesta di partecipazione e di sostegno alla contromanifestazione anche la Slovenska Skupnost, che tramite una nota indirizzata al Prefetto di Trieste, da parte del Segretario e Consigliere regionale, Igor Gabrovec, ha fatto sapere che Slovenska Skupnost “si unirà al coro di appelli delle forze politiche, delle comunità religiose, degli studenti e della società civile affinché venga scongiurata una provocazione alla storia, alla sensibilità e alla memoria della città di Trieste e delle comunità che la compongono, nella contromanifestazione del 3 novembre”.

Dubbi sono stati infine sollevati anche da parte dei deputati di “Liberi e Uguali”, che in un’interrogazione parlamentare hanno dichiarato: “Vogliamo sapere quali iniziative urgenti intenda assumere il governo, anche attraverso precise indicazioni alla prefettura, per evitare lo svolgimento del corteo di CasaPound, una di quelle organizzazioni neofasciste che non si riconoscono nella Costituzione, e che si pongono in palese contrasto con i valori fondativi di libertà e democrazia della Carta costituzionale.”

“Fratelli d’Italia”, con Claudio Giacomelli, ricorda come CasaPound sia una formazione politica italiana che ha partecipato legittimamente alle elezioni nazionali; è stato di fatto riconosciuto, di fronte alla Costituzione, come un partito degno di far parte della democrazia, e non avrebbe quindi senso consentirgli di partecipare alle elezioni impedendo poi nello stesso tempo l’organizzazione di una manifestazione nazionale. “Fratelli d’Italia non è in alcun modo affiliata a CasaPound: non è insolito trovarsi, a Roma, a discutere in contrapposizione. Grazie al cielo però non è il PD a decidere chi possa sfilare o meno in manifestazione: credo che su questo corteo di CasaPound a Trieste si sia sollevato un caso mediatico. L’unico che può vietare il corteo è il prefetto e dovrebbe farlo solo per motivi di ordine pubblico”.

CasaPound dichiara che l’intento della manifestazione che si terrà sabato a Trieste ha lo scopo di: “Celebrare l’unità della nazione per ritrovare lo spirito della vittoria” e vedrà, come ha dichiarato il segretario nazionale di CasaPound Italia Simone Di Stefano, “migliaia di giovani che, come i loro bisnonni un secolo fa, giungeranno zaino in spalla, in terra giuliana per manifestare con il Tricolore in mano e ricordare l’unica grande vittoria italiana”. Di Stefano ha aggiunto poi: “L’identità italiana è nata sulle trincee del Carso. È lì che migliaia di ragazzi appena diciottenni, che neanche parlavano più la stessa lingua, si sono riscoperti fratelli. Sono quelle trincee che hanno cancellato campanilismi e divisioni durate secoli per far risorgere lo spirito di Roma. Il corteo di sabato”, spiega Di Stefano, “è un incantesimo per compiere la stessa magia. Per le strade di Trieste non sfileranno militanti di CasaPound ma italiani. E il nostro auspicio è che chi sente ancora l’orgoglio di questa parola sia lì con noi, per mostrare al mondo che l’Italia esiste, è una ed è sovrana, e per il suo popolo la nazione viene prima di tutto, differenze ideologiche comprese”.

È di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una mozione non legislativa che, ricordando l’attacco terroristico del 2011 in Norvegia ad opera di Anders Breivik e l’assassinio della deputata Helen Cox a Leeds, richiede la messa a bando delle organizzazioni neonaziste e neofasciste in Europa.

[foto di repertorio]