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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Ferriera, Ussai (M5S): “A più di un anno di distanza, nulla di concreto è stato fatto”

02.10.2018 – 08.12 – A due mesi dall’interrogazione, il consigliere del M5S Andrea Ussai ha ricevuto la risposta alla domanda presentata ancora nel luglio 2018 a proposito del monitoraggio delle emissioni della Ferriera di Servola.

Ormai oltre un anno addietro, il 19 aprile 2017, l’allora Giunta Serracchiani aveva stipulato un accordo, nel quale si prevedeva di procedere a “una serie di articolati interventi che puntassero a rafforzare il sistema del monitoraggio ambientale e l’impatto sulla popolazione residente legato alla presenza dell’impianto siderurgico nel rione di Servola”. L’interrogazione orale di Ussai era stata presentata all’attuale Assessore all’ambiente Scoccimarro, perchè da quella data non si erano avute ulteriori notizie e qualsiasi progetto fosse in corso sembrava essere stato abbandonato.

Un sospetto confermato dalla risposta giunta ieri da Scoccimarro: “L’assessore ha voluto ricordare gli incontri che si sono tenuti ad aprile 2018 con l’ISS e a luglio 2018 con Arpa FVG e ISS in cui si è approfondita la documentazione trasmessa dalla regione sui dati sanitari e ambientali. A più di un anno di distanza” – commenta Ussai – nonostante l’aver sbandierato questo protocollo, nulla di concreto è stato fatto“.

Le ricerche degli esperti dell’ISS per altro non sono affatto positive, affermando come “nonostante il sistema di abbattimento e contenimento delle emissioni diffuse provenienti dall’impianto industriale abbiano un’efficacia pari al 70%, le concentrazioni di benzene e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), misurate all’interno delle polveri provenienti dalla cocheria e dall’area sottoprodotti della stessa, risultano elevate e di conseguenza anche l’esposizione, sia acuta che cronica, della popolazione“. L’ISS ha ribadito il bisogno di compiere una ricerca sullo stato di salute dei cittadini di Servola, con uno studio descrittivo, confermando la necessità di quanto avrebbe già dovuto essere attuato nel 2017 in base all’accordo stipulato.

“Ulteriori studi, alcuni promessi e mai eseguiti, non possono continuare a essere una scusa per prendere tempo, stante il non rispetto dei limiti imposti dall’AIA come ad esempio le emissioni acustiche notturne, e il rischio per la salute anche nel breve periodo, va pertanto superata nel più breve tempo possibile l’area a caldo“. Ha concluso il consigliere del Movimento 5 Stelle.

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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