29.10.2018 – 08.55 – L’Austria-Ungheria e nello specifico Trieste svolse un ruolo importante nelle primissime fasi dell’esplorazione polare, specie con la spedizione scientifica di Carl Weyprecht (1872): egli può essere considerato il primo di una lunga serie di triestini affascinati dai Poli. Il suo contributo, largamente rimosso nella storiografia, permise di formulare l'”Anno Polare Internazionale“, tuttora in uso nelle stazioni di ricerca.
Da allora in poi sono molte le missioni che hanno condotto gli scienziati triestini a solcare la acque artiche e antartiche. Weyprecht è uno dei protagonisti della mostra “Trieste e la scienza (Stazione Centrale)”, dedicata ai 200 anni di scienza a Trieste, che chiuderà con un evento speciale focalizzato proprio sulle esplorazioni polari, organizzato insieme all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS.
La conferenza dal titolo “Da Trieste ai Poli: i viaggi che hanno portato la ricerca triestina agli estremi del pianeta”, si terrà il 31 ottobre, ultimo giorno della mostra, alle 17.30 e avrà come ospiti Laura De Santis, ricercatrice dell’OGS, Ester Colizza, ricercatrice dell’Università degli Studi di Trieste, e direttore del Museo Nazionale dell’Antartide ed Enrico Mazzoli, saggista e autore del libro “Trieste fra i ghiacci“, di cui verrà presentata la nuova edizione aggiornata proprio in questa occasione. Gli ospiti verranno introdotti dai curatori della mostra Davide Ludovisi e Federica Sgorbissa.
Un filo invisibile collega Trieste ai ghiacci dell’Antartide e dell’Artico, grazie alle attività di esplorazione e di ricerca scientifica che negli anni hanno portato decine di ricercatori e tecnici triestini ad attraversare il mondo per seguire le loro passioni e cercare risposte a problemi globali: la reazione dell’ambiente e le strategie di adattamento degli ecosistemi al cambiamento climatico, le differenze tra i meccanismi naturali e quelli indotti dall’uomo nel regolare/accelerare lo scioglimento dei ghiacci e la conseguente risalita del livello del mare su tutto il pianeta.
L’OGS e l’Università di Trieste hanno una forte tradizione di ricerca nelle aree polari e sono in prima linea nella ricerca artica e antartica a livello internazionale, operando sul campo, nei settori dell’oceanografia, della geofisica e della sismologia.
La nuova edizione del libro “Trieste fra i ghiacci” di Enrico Mazzoli ripercorre tutte le tappe che hanno portato Trieste a intraprendere l’avventura polare e i risultati scientifici raggiunti, ma soprattutto racconta le storie dei protagonisti con un tocco personale. Mette in scena le voci e le immagini, facendoci immergere nelle spedizioni tra i ghiacci. Quello che ne esce è un racconto minuzioso e ricco di dettagli, che ci fa capire come la ricerca sia frutto della collaborazione non solo tra i diversi enti ma soprattutto tra le persone che vi operano.
Nella nuova edizione del libro sono state inserite le ultime campagne che hanno coinvolto i ricercatori triestini, portandoli dall’altra parte del mondo e viene dato spazio anche all’ultima spedizione della nave OGS Explora, che nel 2016 è tornata per l’undicesima volta in Antartide, nel Mare di Ross. Una spedizione significativa che ha portato la nave a solcare i mari antartici, visto che presto OGS Explora verrà sostituita da una nuova nave da ricerca. La nuova infrastruttura verrà impiegata per ricerche multidisciplinari con tecniche che permetteranno l’uso di strumenti più sofisticati e precisi, sempre al servizio di tutta la comunità antartica del PNRA e a supporto anche delle stazioni italiane Zucchelli e Concordia.
L’evento è gratuito e non richiede prenotazione. Per maggiori informazioni consultare il sito www.triesteconoscenza.it e sulla pagina facebook www.facebook.com/triesteelascienza/


