04.10.2018 – 15.07 – Da alcuni anni, in Italia, si sente spesso parlare di “mediazione”. Cos’è e perché se ne parla?
La mediazione è un modo “alternativo di risolvere le controversie”. Alterativo a cosa? Alternativo a rivolgersi al giudice. In pratica, invece di andare in Tribunale, le parti si rivolgono ad un mediatore che le aiuta, per quanto possibile, a trovare una soluzione al problema. Da alcuni anni se ne parla perché oggi in Italia, per legge, prima di poter rivolgersi al Tribunale, in molti casi è necessario fare un tentativo di mediazione.
Esso è obbligatorio per le liti di condominio, divisione, successione, locazione, per l’affitto di aziende, per il risarcimento dei danni da responsabilità medica o per i contratti assicurativi, bancari e finanziari e in altri casi.
Quali sono i vantaggi? La mediazione ha una durata massima di tre mesi. Ha un costo certo, poiché c’è sempre un tariffario. La procedura è informale e si adatta alle necessità del caso. Si è assistiti da un proprio avvocato, a tutela dei propri interessi. Inoltre, quello che viene detto in mediazione è coperto da segreto. In tal modo, si può parlare liberamente ed esplorare la possibilità di trovare una soluzione.
Soprattutto, il punto di forza della mediazione è che la decisione spetta alle parti. Non c’è una persona estranea che decide al posto loro. Il mediatore non è un giudice: non decide nulla ed aiuta le parti a ristabilire il dialogo tra loro, in modo di favorire la soluzione della controversia.
Non è detto che la mediazione inizi effettivamente, ma quando inizia, di solito funziona, perché si conclude positivamente circa la metà delle volte.
Guendal Cecovini Amigoni
[Apriamo, con “Diritto 4.0”, ancora una rubrica di Trieste All News, questa volta incentrata sui temi legali più generali. Ne parlerà con noi, in video e in voce, nel corso delle prossime settimane, l’avvocato Guendal Cecovini Amigoni, di DDF Avvocati Trieste-Gorizia-Udine.]








