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lunedì, 5 Dicembre 2022

Francesco Russo (PD): “Pronta per l’aula la proposta per la doppia preferenza di genere”

13.09.18 | 19.28 – Una norma con “valore pedagogico e non coercitivo” e “di sensibilizzazione culturale”. Francesco Russo, consigliere regionale del Partito Democratico e vice Presidente del Consiglio regionale, definisce così la proposta di legge n.10 sull’introduzione della doppia preferenza di genere nel sistema elettorale del Friuli Venezia Giulia, atto presentato assieme ai consiglieri regionali Da Giau, Santoro, Liguori, Bolzonello, Gabrovec, Sharuli, Conficoni e Centis.
Una priorità particolarmente sentita da Russo, un suo obiettivo dichiarato fin dalla campagna elettorale e raccontato anche a Trieste All News a inizio mandato. «Fa un certo effetto entrare in un’aula di 49 consiglieri con soltanto 7 colleghe- ha fatto presente questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione della modifica dell’articolo 25, l.g. 17/2007- nessuno ha potuto nascondersi sul fatto che oggettivamente c’è una situazione da provare a sanare».

Una disparità che riguarda anche il contesto nazionale, come emerge dal rapporto 2017 del World Economic Forum sul Global Gender Gap che vede l’Italia all’82º posto su 144 Paesi, considerando i parametri relativi all’economia, alla politica, all’istruzione e alla salute.
«Sia chiaro- puntualizza il consigliere regionale Dem- non parliamo di quote rosa: il provvedimento ripropone la norma per la quale quando si va a votare per il consiglio regionale è possibile esprimere due preferenze sulla scheda elettorale e la seconda deve essere obbligatoriamente diversa dalla prima espressa. Non c’è un obbligo a votare una donna, non un c’è obbligo a votare un uomo, non c’è un obbligo a votare necessariamente per due persone».

Ma la doppia preferenza di genere, in Friuli Venezia Giulia, non è un elemento nuovo. La proposta era già stata presentata durante la scorsa legislatura, senza trovare il consenso necessario per essere attuata. D’altra parte, era stata introdotta invece per i consigli comunali (legge regionale- 5 dicembre 2013 n. 19, art 12 e 14) creando così, secondo Russo, «un paradosso» che ora è stato risolto. Confrontando gli ultimi dati “di genere” dei comuni FVG con quelli di 5/6 anni fa, emergono alcune differenze oggettive. Si contano ancora giunte comunali prive di donne, ma complessivamente i ruoli femminili sono in aumento, con un incremento delle consigliere dal 20% al 34% e dei sindaci donna dal 12% al 17%. «C’è da lavorare ma l’esperienza legislativa passata dimostra che quello che si decide non è ininfluente – conclude Russo.- Auspichiamo che questo percorso riguardi anche altri gruppi regionali. Vorremmo davvero che non fosse un tema di minoranza e di opposizione». Una legge, appoggiata per ora dal centro-sinistra, che andrà in aula a ottobre.

Alla conferenza stampa è intervenuta poi Annamaria Poggioli, presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità, accompagnata dalle commissarie PO Liliana Marchi e Ingrid Stratti. «Rispetto a questo PDL, accolto in Commissione con grande favore, abbiamo già espresso parere positivo- afferma la presidente CPO- Io credo che nelle istituzioni, nel lavoro, nello sport e nella scuola si parli e si debba parlare di democrazia paritaria. Dal punto di vista del principio siamo tutti d’accordo, difficile è trasferire attraverso dispositivi legislativi quello che noi condividiamo. Ci sono ancora tanti stereotipi da scardinare».
Roberta Nunin, consigliera di Parità FVG, ha ricordato infine quanto possa essere significativa l’azione delle donne negli organismi di rappresentanza politica. «Una presenza femminile inadeguata porta a una legislazione che non sta molto attenta allo specifico di genere – sottolinea Nunin- è una questione di democrazia e di eguaglianza sostanziale», fa notare la consigliera, con l’auspicio che la presenza femminile «permetta di correggere il sistema».

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