10.07.2018 – 08.28 – La Polizia ha dato il via ieri mattina a una serie di controlli straordinari contro i flussi migratori irregolari nelle aree di prossimità degli ex valichi di frontiera, nelle province di Gorizia e Trieste. La decisione è stata presa durante un vertice a Trieste presieduto dal vice capo vicario della Polizia, prefetto Luigi Savina, con i questori di Gorizia e Trieste e i rappresentanti regionali della polizia di frontiera, ferroviaria e stradale. Si prevede che i controlli proseguiranno senza sosta, dalla mattina alla sera, nei venti giorni successivi.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, si dichiara “molto soddisfatto per l’avvio dei controlli straordinari in prossimità degli ex valichi di confine nelle provincie di Trieste e Gorizia”.
L’operazione è stata decisa a luglio nel tentativo di contrastare il flusso migratorio particolarmente intenso durante l’estate; sono previsti controlli a tappeto con posti di blocco nelle zone di confine, con l’obiettivo di individuare coloro che permettono o facilitano le attività di ingresso illegale in Italia.
“Il proficuo dialogo instaurato con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, gli ottimi rapporti con la Slovenia e il prezioso quanto puntale contributo di tutte le Forze dell’Ordine coinvolte – evidenzia Fedriga – ha portato al rafforzamento delle operazioni di verifica nei punti di possibile maggiore ingresso e transito del flusso migratorio irregolare”.
“Riteniamo – aggiunge il governatore – che sia stata imboccata la strada giusta per garantire sicurezza ai nostri cittadini e minore pressione su un territorio, il nostro, già messo a dura prova dalla presenza di migliaia di richiedenti asilo. Ora si tratta di proseguire con tutte le iniziative da porre in atto per fronteggiare questo fenomeno che, con il blocco in atto sulla rotta Mediterranea, potrebbe pericolosamente rilanciare la via dei Balcani“.
“Se è vero – conclude il governatore, facendo anche riferimento alla linea dura annunciata dalla neo insediata presidenza austriaca del Consiglio Ue – che si deve arrivare all’eliminazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, si deve lavorare pure allo smantellamento dell’attuale modello di accoglienza, promuovendo l’apertura di centri per il rimpatrio che non consentano la libera circolazione di chi vi permane”.


