Mega Yacht, Trieste si conferma punto di riferimento per la nautica da diporto

21.06.2018 | 11.35Tre mega yacht ormeggiati al Molo Pescheria del Marina San Giusto, sulle rive triestine a pochi passi da Piazza Unità, dopo aver risalito l’Adriatico. Il Porto di Trieste si conferma polo attrattivo per la nautica turistica da diporto. Con positive ricadute per tutte le attività economiche cittadine legate al mare.

Le unità da diporto ormeggiate in questi giorni nel porto triestino sono:
Marie, imbarcazione da 55 metri di lunghezza e 10 di larghezza, con una stazza lorda di 290 tonnellate e una velocità massima di 17 nodi, costruito nel 2010 dai cantieri navali olandesi Vitters, che può ospitare a bordo fino a 16 persone (otto passeggeri e otto membri dell’equipaggio).
Athena, unità che raggiunge i 90 metri complessivi di lunghezza e una stazza lorda di 1103 tonnellate, che può raggiungere una velocità massima di 19 nodi. Costruita nel 2004 in Olanda da Royal Huisman, che può portare a bordo un totale di 30 persone (dieci passeggeri e venti membri dell’equipaggio). Come Marie, Athena è una imbarcazione a vela.
Lucky Me, yacht costruito a La Spezia nel 2016 presso il cantiere Baglietto e lungo 46 metri, con una stazza lorda di 499 tonnellate, che può ospitare a bordo 19 persone (dieci passeggeri e nove membri dell’equipaggio).

Primo piano dello yacht italiano, Lucky Me

Le tre imbarcazioni hanno potuto usufruire del supporto logistico fornito loro da Trieste Yacht Service – Gruppo Samer, che da tempo si occupa anche delle attività di marketing e della promozione dell’approdo triestino. La scelta delle tre imbarcazioni di fermarsi a Trieste, dopo aver risalito l’Adriatico, evidenzia l’attrattiva che il porto triestino esercita per la nautica da diporto e come Trieste sia ormai diventata un punto di riferimento per i mega yacht.

Il Porto Vecchio di Trieste – sviluppatosi in età asburgica con l’attribuzione dello status di porto franco da parte dell’allora Imperatore d’Austria Carlo VI – è da tempo al centro di una serie di progetti legati alla riqualificazione urbanistica e architettonica dell’area portuale, dopo la sdemanializzazione del 2016. Una superficie immensa (600 mila metri quadrati di estensione) che nel tempo ha perso le proprie funzioni e che oggi cerca una seconda vita.