30.06.18

Non si tratta di un edifico abbandonato, ma quello che sembra svanire dalla percezione cittadina di Villa Bonomo è la sua storia, culmine del percorso di una delle famiglie sulle quali la città di Trieste attinge la sua essenza.
La storia della famiglia Bonomo, o de Bonomo, affonda le sue radici nel basso Medioevo, dove si affermò probabilmente come la famiglia patrizia più importante della confraternita di San Francesco, o delle 13 Casade , le quali attribuivano la loro discendenza al “sangue romano” e che governavano il Libero Comune di Trieste, anzi Tergeste, fin dalla metà del 1200.
Proprietari terrieri e mercanti, e spesso ricoprendo cariche di rilievo, i Bonomo parteciparono attivamente a scrivere la storia di quel modesto borgo, arroccato dietro le mura che a malapena cingevano il Colle di San Giusto: dalla dedizione all’Austria, poco tempo dopo, fino a uno dei momenti più drammatici, la capitolazione in mano veneziana a termine di una strenua resistenza, nel 1508.

uno dei leoni di San Marco, comparsi sul castello di San Giusto durante la breve dominazione veneziana
La progettazione della Villa invece risale all’epoca moderna, all’incirca alla metà del XVIII secolo, un momento nel quale i retaggi dell’arte barocca stavano lentamente lasciando il campo in favore del più sobrio stile neoclassico, che non faticò ad adagiarsi nel solco dell’illuminismo, che andava diffondendosi in Europa.

Lo stemma dei Bonomo, ancora presente sulla facciata frontale
Andrea Giuseppe de Bonomo aveva desiderato ardentemente edificare questa Villa settecentesca in posizione privilegiata, a ridosso dell’abitato di Opicina, con vista dominante sul golfo, circondata da un giardino delizioso e affiancata da altre abitazioni coeve ma assai più modeste destinate alla servitù, ma che necessitava di una strada che potesse collegare la residenza al centro cittadino. Stava nascendo quel raccordo fondamentale che noi oggi conosciamo come Via Bonomea.



Egli sarebbe morto senza lasciare eredi dopo aver vissuto serenamente a Villa Bonomo, e con lui si estinse la Casata dei Bonomo, il cui nome però è rimasto impresso nell’anima della città, nelle strade, negli edifici e degli esercizi commerciali della Trieste contemporanea.
Marco Calabrese


