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martedì, 4 Ottobre 2022

“Elena, la prima donna laureata al mondo” stasera in una location da scoprire

 

9.6.2018 – 11.11 – Spettacolo in un luogo segreto, come omaggio a una donna misteriosa. Una figura da illuminare in questo periodo storico in cui concetti come rispetto, memoria, cultura e bellezza rappresentano parole chiave da diffondere a gran voce. Lei è Elena Lucrezia Corner Piscopia, la prima donna laureata al mondo. Veneziana, donna colta e riservata, si laurea a Padova il 25 giugno 1678 impressionando con la sua cultura gli esaminatori, tanto da essere proclamata dottore in filosofiaper acclamazione. Si tratta di un avvenimento epocale al quale partecipano ventimila persone, ma la sua figura tanto celebrata in vita viene incredibilmente dimenticata dopo la sua morte. Anche se questa laurea è fortemente voluta soprattutto dal padre di lei per ristabilire l’onore della famiglia, Elena Lucrezia è animata da un amore sincero e incondizionato per la conoscenza e una devozione estrema nella sua disciplina di studio, tanto da mettere in pericolo la sua salute e morire in giovane età.

E’ stato lo storico Alessandro Marzo Magno a riportarla alla luce, regalando la sua storia a Zita Fusco e Francesca Bergamasco, che insieme al musicista Ivan Penov, hanno rielaborato le parole dello scrittore con visioni personali. Sul palco un’ esperienza intensa, un dialogo tra linguaggi artistici e tra personaggi presenti e evocati da suoni e proiezioni. Le due Elene nella loro fisicità doppia, sono una la continuazione dell’altra, una il supporto dell’altra, dentro una bolla di tempo in cui si compensano e  trasformano fino a diventare pura coscienza da tramandare.

In scena Elena si confida con una platea di uomini e donne di oggi ed è una confessione tradotta con mezzi ed estetica contemporanei che esula dal giudizio finale sull’oblio in cui pare finita ma si concentra sul suo percorso di anima in costante ricerca: lo studio come processo per la comprensione di una verità ultima, la lotta interiore per comprendere le proprie necessità e scelte e per tentare di unire manifestazioni terrene ad aperture di varchi di consapevolezza spirituale. L’arte stimola la mente ma parla direttamente al cuore, produce reazioni, conseguenze e cambiamenti. Elena ci svela che la conoscenza non è fine a se stessa, non è un traguardo da immortalare in fredde statue di marmo, non divide ma unisce.

Quest’anno ricorre l’anniversario numero trecentoquaranta da quel 25 giugno 1678, una prima mondiale dell’emancipazione, ed Elena rappresenta  un simbolo di libertà e di riconoscimento di un femminile capace di elevare il suo naturale potere creativo in ambiti fino a quel momento storico preclusi alla donna.

Sabato 9 giugno una performance per pochi, in un luogo intimo, per introdurre Elena a luci fioche e farla rientrare nel tempo presente in punta in piedi accompagnandola sul piedistallo che per diritto le appartiene. Con il desiderio e la volontà di far conoscere la sua storia al vasto pubblico ogni volta e in ogni luogo Elena verrà invitata a presentarsi.

Per informazioni: [email protected]

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