La conoscenza del femminino, l’ascolto, il saper stare nello stato silente

21.06.2018 h.11.00

Elisa Gellici (vedi foto sotto) è consulente nei percorsi di nascita ma è soprattutto una studiosa e ricercatrice del femminile sacro. Nel 2016 è stata co-fondatrice nel progetto di realizzazione della “Casa maternità Caterina”. Attualmente si occupa come professionista di incontri individuali e seminari, di percorsi di preparazione al travaglio e parto, post parto ed elaborazione del parto, pre-concepimento e in modo più ampio di conoscenza del femminino attraverso le pratiche del canto carnatico. Da qui il mio desiderio di raccontarvi di lei attraverso questa intervista e continuare quindi il nostro percorso riguardo la sessualità a partire dal corpo femminile colto nel suo linguaggio più sacro.

Benvenuta Elisa, da dove è partita questa tua ricerca professionale? 

Ho iniziato nel 2004 a dedicarmi al femminile  meglio definito come femminino, il mio percorso professionale è partito da alcuni viaggi con donne (ostetriche o antropologhe) che a loro volta si occupavano di questa ricerca in varie parti del mondo (Siria,Bosnia Erzegovina,Australia) . La ricerca si è rivolta ai siti dedicati alla nascita.

Sei andata quindi a fondo scoprendo le origini antiche della gravidanza?

Sì, sia la gravidanza ma soprattutto riguardo il percorso della donna che porta la gravidanza. Qui culturalmente questo si è perso ma in molti luoghi del mondo nelle popolazioni definite come tribali tutti i percorsi della donna sono seguiti, curati, ascoltati e conosciuti fin dalla prima mestruazione, quindi è  un percorso attraverso tutte le fasi. La mia è stata quindi una ricerca verso quelli che sono elementi sempre ricorrenti al di là della cultura in cui si manifestavano.

In base ai tuoi studi e alla tua esperienza professionale come sta vivendo la sua femminilità la donna ai giorni d’oggi?

La donna non ha conoscenza di quelle che sono le virtù del corpo femminile, non ha conoscenza di quella che è l’espressione intima del proprio femminino .

Cosa intendi esattamente per femminino?

E’ una parola che ho molto a cuore da quando ho iniziato a studiare quella che è stata la storia delle “donne di conoscenza”. Femminino sottolinea questo tipo di espressione, ha una sua sacralità collegata a quelli che sono i rituali. E’ un vocabolo che da una connotazione di vera espressione del femminile in modo intimo e come appunto conoscenza.

Ritornando alla domanda sulla donna oggi..

Sono donne che sentono che c’è un movimento, un’espressione che va a richiamarle ma non capiscono bene cosa sia. Una definizione molto conosciuta e presente nella nostra cultura  è la “depressione” , famosa la depressione post parto ma la possiamo vedere anche nel quotidiano in altre fasi del femminile. In realtà nel mio campo la depressione è la carenza o assenza di quel tipo di conoscenza, di espressione del femminile. C’è un richiamo all’interno di se’ estremamente silente  e nel momento in cui non viene ascoltato , poiché qui culturalmente non si sa neppure che bisogna ascoltarlo , la donna va effettivamente in carenza di espressione.

Si può dire che sarebbe quindi d’aiuto per varie fasi della vita che le donne imparassero  a riascoltarsi e a riacquisire questa conoscenza?

Sì in tutte le fasi, a partire dalla mestruazione di cui in questa cultura di parla davvero poco e viene presentata senza l’identità e senza il ruolo che ha. Porta a rallentare , a cercare un po’ di più il silenzio, a sentirsi più fastidiose perché in effetti non si desidera essere disturbate. Ogni mestruazione, come la gravidanza, come il parto , come il concepimento , come la sessualità, la nascita e la morte sono eventi silenti  e vanno al di là del verbo logico, sono stati che devono essere giustamente vissuti indisturbati. Attraverso questi percorsi di ascolto si va ad attivare il corpo perché il corpo ha un suo codice e nel femminile in particolar modo poiché parte da un movimento interiore essendo il sesso femminile interno. Se il codice viene conosciuto e attivato c’è un’espressione che la donna comincia a portare la’ dove ritrova la fluidità ed uno stato armonico. Viceversa al contrario può accadere che si crei un attrito , una contrazione che fa perdere l’espressione e da qui torniamo quindi al termine depressione.

Ci sono quindi cambiamenti in ogni fase di vita della donna che  vanno elaborati se ho ben capito? 

In questa cultura come ho accennato prima non viene curato come preparazione e conoscenza l’argomento delle mestruazioni, quando arriva quindi il momento della gravidanza in cui per natura a livello fisiologico/biologico i sensi si alzano, accade quindi che tutte le precedenti carenze di conoscenza si manifestino nei tre trimestri in maniera molto diversa. Il primo e ultimo trimestre della gravidanza sono fasi silenti, quindi le caratteristiche che già si manifestano nelle mestruazioni, in quelle fasi ricompaiono in maniera un po’ più importante.  La donna sente a volte una stato poco fluido, più disarmonico e non ne capisce il motivo. La gravidanza ha un ruolo, c’è un invito come in ogni mestruazione, un invito simile a quello di una donna verso l’uomo, ma è la donna  che per prima deve accettare questo invito dentro se stessa per entrare in questo stato di conoscenza. Non siamo più abituati a saper restare in questi stati silenti , nella sensazione delle emozioni  tendiamo sempre a spostarci quando invece per far emergere queste virtù e questa conoscenza l’unico modo è proprio il saper restare. In gravidanza quindi anche nella sessualità si possono creare stati poco armonici sia nella donna stessa che verso l’uomo ma è molto soggettivo.

Possiamo dire che quindi la gravidanza può essere per una donna un momento per dedicarsi a se stessa ed elaborando il suo percorso femminile..

Certo sia rispettando le fasi naturali entrando quindi in conoscenza con se stessa sia nei 9 mesi prima del parto sia nei mesi dopo il parto in cui avvengono ulteriori mutazioni che durano almeno altri 3 anni. Per la donna è importante elaborare tutto ciò, vederlo e capirlo. Se la donna vive bene le fasi di questa metamorfosi andando in un raccoglimento verso se stessa , per raccoglimento non intendo chiusura (ben diversa e statica)  sarà in grado di capirsi con il partner. Il  partner sarà quindi a sua volta in grado di capire le fasi e di assecondare la donna. Entrambe devono sapere che c’è un processo in atto e guardarlo con fiducia perché capire ciò che accede potrebbe portare ad ampliare il tutto in modo estremamente positivo.

La stessa cosa vale quindi anche per le donna in menopausa?

Nelle popolazioni tribali la donna in menopausa è la saggia , è la donna di conoscenza, è una figura di riferimento alla quale chiedere. Culturalmente da noi invece non è così, la donna vive in uno stato tendenzialmente di disarmonia e di confusione, questo accade se i processi precedenti (le mestruazioni o il parto) non vengono codificati ma vengono mal interpretati o tralasciati. Bisogna quindi tornare indietro e ripartire dalle fasi precedenti rielaborandole e automaticamente l’espressione diventa armonica, completa e fluida. 

Che cos’è esattamente lo stato silente?

Lo stato silente è quello che emerge nel momento in cui siamo capaci di restare in quelle che sono sensazioni ed emozioni senza spostarsi. Da lì nasce un dialogo  che in primis parte da un respiro, da un movimento nel corpo e da inizio ad un dialogo di conoscenza intimo con se stessi e in relazione all’altro. C’è una comunicazione anche tra gli animali attraverso i sensi  estremamente primordiale ed estremamente vera e giusta. Non accade mai che questa comunicazione venga male interpretazione per questo è così importante innalzare i nostri sensi perchè essi non hanno bisogno del verbo logico.

Questo possiamo rapportarlo allo stesso modo immagino per l’ascolto tra i partner durante l’atto sessuale?

Certo è importantissima l’attivazione dei sensi, più i sensi si alzano più le paure vanno a scemare. Le due cose sono strettamente correlate più i nostri sensi sono bassi più abbiamo dubbi e paure a livello intimo, a livello individuale , in relazione all’altro e alla vita. Più i sensi si alzano più i linguaggio presente sarà di complicità , sarà senza fraintendimenti e quindi molto sottile e preciso.

Che cos’è la sessualità?

L’atto sessuale è assolutamente un mezzo di conoscenza del maschile nei confronti dell’aspetto femminile e viceversa quindi è importante considerare che per entrambe le parti è un grande mezzo di conoscenza silente.

Potete seguire Elisa ed i suoi progetti su questo link ufficiale Facebook https://www.facebook.com/M-a-M-M-i-s-i-291910337670782/

Foto di copertina di  Elisa Gellici – progetto fotografico WOMB

Al prossimo giovedì per una nuova tappa del nostro viaggio!