28.05.2018 | 19.15 – Il Civico Museo di Storia e Arte-Orto Lapidario tornerà all’originaria denominazione di Museo d’Antichità e sarà intitolato alla memoria dello studioso tedesco J. J. Winckelmann. È quanto stabilito dal Comune di Trieste, con una delibera dell’ottobre 2017, a cui sarà data esecuzione con una cerimonia ufficiale che avrà luogo in occasione del 250.mo anniversario della morte di Winckelmann, assassinato a Trieste l’8 giugno 1768.
L’iniziativa è stata illustrata nella mattinata di oggi, 28 maggio, a Palazzo Gopcevich. Presenti gli assessori comunali alla Cultura, Giorgio Rossi e ai Teatri, Serena Tonel; il direttore del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna; il presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sergio Pacor; e il direttore Franco Però; il regista dello spettacolo “Morire per quattro monete. Winckelmann; l’ultimo viaggio”, Andrea Collavino; e Marzia Vidulli Torlo, Conservatore del Museo d’Antichità “J.J.Winckelmann”.
Nata già all’inizio dell’Ottocento dalla mente del procuratore civico e grande studioso, Domenico Rossetti, quella di San Giusto è la più antica istituzione museale della città. Desideroso di onorare Winckelmann, lo studioso triestino riuscì a fargli erigere un monumento, che nel 1833 venne posto davanti alla Cattedrale, nell’area dell’allora dismesso cimitero cattolico..
Intorno al monumento vennero raccolte le pietre storiche della città e l’8 giugno 1843, nel 75.mo anniversario della morte di Winckelmann, venne inaugurato l’Orto Lapidario, che divenne museo autonomo nel 1873, con l’intitolazione di Museo d’Antichità. Accresciuto in modo esponenziale, il Museo esibiva accanto ai reperti archeologici anche le raccolte di arte e storia. Nel 1909 la sua denominazione era stata perciò modificata in Museo di Storia ed Arte. Nell’arco del secolo successivo, le collezioni risorgimentali, le raccolte delle armi e quelle artistiche sono state trasferite in altri Musei Civici, così a San Giusto sono rimaste le raccolte di antichità locale.
Il Comune ha dunque ritenuto che la denominazione di Civico Museo di Storia ed Arte non fosse più adeguata rispetto al contenuto del museo; recuperando l’antica denominazione di Museo d’Antichità, il Comune ha voluto recuperare un pezzo di storia, onorando al contempo due personaggi cardine della storiografia triestina, Domenico Rossetti e Pietro Kandler, che l’avevano scelta. Inoltre, cadendo quest’anno il 250.mo anniversario della morte dello studioso Winckelmann, il Comune ha voluto omaggiare quest’ultimo intitolando il museo alla sua memoria.
Inoltre, in occasione di questa importante ricorrenza, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Comune di Trieste, ha realizzato una lettura itinerante multimediale intitolata “Morire per quattro monete. Winckelmann: l’ultimo viaggio” che avrà luogo il 9 e 10 giugno, alle ore 21 (con repliche nel corso dell’estate) nell’Orto Lapidario. Seguendo il testo a cura di Marzia Vidulli Torlo, il pubblico si immergerà in un universo sonoro di grande suggestione. Lo spettacolo, diretto da Andrea Collavino e interpretato dallo stesso Collavino, Riccardo Maranzana e Stefano Pettenella, sarà per il pubblico un’esperienza davvero inedita. Inoltre si alterneranno testimonianze registrate su Winckelmann e i suoi giorni a Trieste, restituite da altri interpreti: Filippo Borghi, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo. Il percorso sarà concluso da un omaggio di Gabriele Lavia che per questo evento ha recitato una intensa interpretazione de “Dei Sepolcri” di Ugo Foscolo.
“Lo spettacolo è il frutto di una collaborazione ormai consolidata fra il Comune di Trieste e il Teatro Rossetti, per una ‘contaminazione’ di linguaggio di carattere teatrale e al contempo espositivo che dà connotazione ai ‘luoghi della città’ dove assistere alle rappresentazioni, e in questa occasione fornisce un inusuale approfondimento su una straordinaria figura tra le più importanti del Neoclassico.” ha evidenziato l’assessore Tonel. L’assessore Rossi ha sottolineato “la valenza della nuova denominazione che fa parte del percorso di rivalorizzazione e riqualificazione dell’importante patrimonio museale della città e di promozione turistica con nuove precise indicazioni cartellonistiche informative dei musei civici e con l’apertura di un nuovo terzo ingresso ‘facilitato’ anche per le persone con disabilità al museo di San Giusto.”.


