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mercoledì, 10 Agosto 2022

Festival èStoria, oltre 60mila visitatori a Gorizia per il tema “Migrazioni”

21.05.2018 – 08.40 – Il Festival èStoria conferma un forte interesse nella popolazione del FVG per la storia locale e non, con una massiccia affluenza di 60 mila presenze a Gorizia e oltre 1 milione di utenti sulle dirette streaming del sito www.estoria.it e su Facebook. Argomento stavolta d’attualità, ovvero le “Migrazioni“, quelle lontane nel passato e quelle che abitano la contemporaneità; si è anche discusso di storiografia e di attualità geopolitica, intrecciando discipline e prospettive diverse.

“Questa XIV edizione ha ribadito ancora una volta la forte identità di èStoria e il suo primato nazionale nella divulgazione storica”, commenta l’ideatore e direttore del Festival Adriano Ossola, “ma ha anche testimoniato la sua vocazione internazionale, con le voci di numerosi protagonisti stranieri”. E aggiunge: “Il nostro obiettivo è avvicinare e coinvolgere il grande pubblico attraverso la divulgazione storica e, vista l’ottima risposta, stiamo valutando di ampliare lo spettro dei contenuti aprendo a tutti i modi con i quali si fa e si dice la storia: dalla precisione della ricostruzione storiografica alla creatività narrativa e ai linguaggi e orizzonti più vari. Penso in particolare alla letteratura, alle serie tv e al graphic novel storico”.

“Anche questa edizione si è conclusa registrando il tutto esaurito. Gorizia, grazie alla guida di Adriano Ossola, è sempre di più Città della Storia, Città della Cultura”, sottolinea Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia. “Una terra di confine si presta più di altre a cedere e ricevere cultura. Quest’anno ancor di più con il tema Migrazioni: una scelta coraggiosa, che ha offerto una opportunità per affrontare uno degli argomenti epocali che ci seguirà nei prossimi decenni. èStoria sempre più si rivela essere il principale evento culturale, in questo ambito, della regione ed uno dei più importanti in ambito nazionale. Gorizia è grata all’organizzazione e a tutti coloro che a diverso titolo hanno concorso a realizzare l’evento”.

Le prospettive di indagine e riflessione, proposte dagli ospiti, sono state seguite dal pubblico con curiosità e partecipazione. Una folla di appassionati ha accolto il medievalista Alessandro Barbero, insignito del Premio èStoria, che ha catturato i presenti raccontando di popoli in movimento e di come si narra la storia ai non specialisti: “Riusciamo a fare divulgazione perché alle nostre spalle c’è il lavoro di molti che fanno ricerca e questa dialettica è fondamentale, è utile per entrambe. Una volta mancava questa apertura al grande pubblico, in quanto la ricerca era destinata solo alla comunicazione tra studiosi: dobbiamo invece raccontare per soddisfare il diritto di sapere, offrire questo servizio al Paese”.

Tutto esaurito anche per gli accademici Elena Isayev e Gino Bandelli che hanno rievocato le migrazioni ai tempi dell’Impero Romano, per l’esperto di storia militare Nic Fields che, insieme al direttore del Churchill College dell’Università di Cambridge Jerry Toner ha ricostruito le “migrazioni” degli eserciti nell’Antica Roma, e per l’incontro di quest’ultimo che ha svelato al pubblico come vivere al modo degli antichi romani. Gremiti gli appuntamenti con lo storico Philip Mansel e Fausto Biloslavo su Aleppo e la guerra civile in Siria, con la direttrice emerita di ricerca presso il Centro di Ricerche Internazionali Sciences Po di Parigi Catherine Wihtol De Wenden, che ha riportato l’attenzione sui flussi migratori all’interno e a partire dall’Africa, con il filosofo e politologo Julian Nida-Rümelin, che ha discusso di scuola, educazione, populismo e integrazione, con Petre Roman, ex primo ministro rumeno al tempo della caduta di Ceausescu, che ha ripercorso gli spostamenti di popoli dall’Europa orientale e la caduta del Muro, con la giornalista di Science Ann Gibbons e i genetisti Luca Pagani e Guido Barbujani, che hanno introdotto l’elemento genetico nella riflessione sul passato e sul nostro nomadismo. Posti al completo anche per la riflessione sulle “armi di migrazione di massa” con Kelly Greenhill e Loretta Napoleoni, e quella sul fondamentalismo islamico con lo scrittore algerino Boualem Sansal e il sociologo Stefano Allievi, come anche per il matematico Piergiorgio Odifreddi, che con Pierluigi Celli ha messo a fuoco un altro tipo di migrazione, quella dei “cervelli in fuga”. Pubblico assiepato per scoprire i segreti della morte di Hitler con Thomas Weber e Jean-Christophe Brisard, per seguire la ricostruzione dell’Iran degli ayatollah offerta da Michael Axworthy, dalla prospettiva rivoluzionaria, e Farian Sabahi, concentrata sulla difficile appartenenza a più fedi.

Un pubblico attento e numeroso ha ascoltato l’attivista Tareke Brhane ragionare su un luogo simbolo della migrazione nel Mediterraneo – Lampedusa – insieme al sindaco Salvatore Martello, l’analisi sulle leggi razziali condotta da Elena Loewenthal e Michele Sarfatti, come pure il focus sulle crisi globali proposto da Sergio Romano e Antonio Carioti, gli incontri con Mario Capanna, Angelo D’Orsi e Marcello Veneziani sui cinquant’anni dal ’68, Ernesto Galli della Loggia sull’Italia di ieri e di oggi, Mimmo Franzinelli sulla spirale di violenze in Italia tra il 1943 e il 1945, monsignor Gian Carlo Perego, ex-direttore della Fondazione Migrantes della CEI e arcivescovo di Ferrara, sul legame tra religione e accoglienza, Paolo Pastore e Massimo Cirri sul rapporto tra migrazioni e commercio equosolidale e Marino Niola per una antropologia delle tradizioni gastronomiche.

Su Facebook il Festival ha avuto una copertura di oltre 900 mila persone raggiunte e 850 mila interazioni; su Twitter ha raggiunto 200 mila persone, con 80 mila interazioni.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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