Si è spento nella notte a Trieste lo scrittore e regista Giorgio Pressburger

5.10.2017 | 14.03 – Si è spento nella notte Giorgio Pressburger (le foto sono di ),  una delle figure più importanti della cultura italiana. Ebreo, autore eclettico, scrittore e regista, era nato in Ungheria nel 1937. Sfuggito alla Shoah, era giunto in Italia nel 1956, dopo il soffocamento della rivolta di Budapest. Da molti anni viveva e lavorava a Trieste. Autore di testi teatrali (Esecuzione, 1965; Missione compiuta, 1973; Eroe di scena, fantasma d’amore, 1986), ha esordito come narratore con i racconti Storie dell’ottavo distretto (1986) e il romanzo L’elefante verde (1988), alla cui stesura aveva partecipato anche il fratello gemello Nicola (scomparso nel 1985).

Successivamente ha pubblicato diversi volumi di racconti (La legge degli spazi bianchi, 1989; Il sussurro della grande voce, 1990; La coscienza sensibile, 1992; Denti e spie, 1994; I due gemelli, 1996), storie quotidiane o insolite che si distinguono per grottesca tragicità. Sono seguiti La neve e la colpa (1998, premio Viareggio), affresco del Novecento evocato dalla voce di coloro che hanno subito la Storia, e L’orologio di Monaco (2003) dedicato alle figure umili o straordinarie della sua famiglia. Del 2004 è il saggio Sulla fede.

E’ stata una delle figure più rappresentative del panorama culturale italiano e internazionale. Attivo, ai massimi livelli, in molteplici campi, ha svolto anche attività istituzionale come Assessore del Comune di Spoleto e Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Budapest. Nell’aprile del 2009 ha accettato anche la candidatura, per l’Italia dei Valori, alle elezioni Europee del 7 giugno 2009. Nel 2010 gli è stato assegnato il premio Alabarda d’oro alla carriera per la letteratura. Parla italiano, ungherese, tedesco, francese, inglese, russo e sloveno.

Nel 2013 gli è stato dedicato un film documentario dal titolo Messaggio per il secolo, prodotto e diretto da Mauro Caputo. L’anno dopo da una sua raccolta di racconti è nato il film L’orologio di Monaco presentato al Festival Internazionale del Film di Roma e nel 2016 da un suo romanzo, il film Il profumo del tempo delle favole presentato alla 73ª Mostra del Cinema di Venezia per le Giornate degli Autori-Venice days, entrambi diretti da Mauro Caputo, dove Pressburger è anche voce narrante e protagonista. Del 2015 è il libro Racconti triestini,

«Perdiamo un grande europeo, un testimone di quello che può essere il peggio e il meglio della nostra casa comune, un creatore infaticabile. Il ricordo delle conversazioni avute con lui resta tra le mie esperienze più umanamente ricche e intellettualmente stimolanti – afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani -. La nostra Regione deve molto a Pressburger che, con quella che è stata una vera e propria sua “invenzione”, il Mittelfest di Cividale, ha spinto il nostro territorio a svolgere un ruolo di attiva intermediazione culturale con l’Est prima della caduta della Cortina di ferro, trasformando la Mitteleuropa da ipotesi letteraria in pratica umana e culturale».

«Il Friuli Venezia Giulia rende onore alla persona, all’intellettuale, al cosmopolita dalle molte radici e anche all’uomo che non schivò l’agone politico. Sono convinta che la traccia da lui lasciata apparirà sempre più chiara: Pressburger ha realmente contribuito a tracciare la fisionomia culturale della nostra regione, e lo ha fatto – conclude Serracchiani – ad un livello internazionale».

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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