24.7.2017 | 9.21 – Due generazioni a confronto che continuano a scontrarsi e scambiarsi memorie, delusioni, nostalgie, vittorie e sconfitte. Una confessione al padre, un padre operaio-calzolaio sordomuto. Scomparso ma ancora vivo nel ricordo e nelle parole. Un padre che votava Berlinguer, ma, prima che per una scelta ideologica, per la consapevolezza che lui era “una brava persona”. E questo giudizio continua a premere sulla realtà rimasta, di oggi, e a porre problemi. Un buon padre, certo, anche se l’alcol era una delle sue debolezze. E un figlio che ripercorre una sua vita di cadute e risalite, private e pubbliche. Un figlio che rivendica la sua terza media, il suo operaismo, la sua irregolarità di scrittore, e che si pronuncia sull’attualità rimpiangendo, ma a occhio asciutto, la “fatica” di un tempo, la solidarietà.
Questi i contenuti di “Mio padre votava Berlinguer“, l’evento in programma martedì 25 luglio alle 21 al Lunatico Festival in corso di svolgimento al Parco culturale di San Giovanni (via De Pastrovich,4). Tratto dal romanzo di Pino Roveredo e con la regia di Massimo Navone, lo spettacolo prodotto da Bonawentura vedrà in scena lo stesso Roveredo con Alessandro Mizzi (in copertina) e Tania Arcieri all’organetto (qui a sinistra).


