11.2.2017 | 10.39 – Da alcuni giorni è nato il Comitato dei genitori di Trieste per la libertà di scelta a seguito della decisione del Comune di Trieste di imporre l’obbligo di vaccinazione per i bambini 0-6 che intendono usufruire dei servizi educativi cittadini come nidi d’infanzia e scuole materne. “Ci preoccupa e indigna la discriminazione che l’amministrazione comunale, con questa imposizione, mette in atto nei confronti di quelle famiglie che hanno liberamente e legittimamente scelto di non vaccinare i propri figli, ledendo quindi il diritto di libertà di scelta in ambito sanitario ed il diritto al libero accesso ai servizi educativi” si legge in una nota del comitato.
“Ricordiamo che la non discriminazione è uno dei principi basilari garantiti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ratificata dall’Italia con Legge n. 176 del 27 maggio 1991. La delibera comunale n.72 dd 28 novembre 2016 – proseguono i genitori – è discriminatoria perché nega ad alcuni cittadini cose che invece vengono garantite ad altri. È tra l’altro sicuramente ingiusta proprio perché nel negare diritti costituzionalmente garantiti, lo fa adducendo motivazioni opinabili e facilmente contestualizzabili, portando infine alla luce l’infondatezza o quantomeno la fragilità delle stesse e non creando alternative che abbiano lo stesso valore politico, sociale ed in questo caso educativo”.
“Siamo estremamente preoccupati altresì perché la decisione del Comune di Trieste di precludere l’accesso ai servizi per l’infanzia ai non vaccinati non farà altro che incentivare la nascita di situazioni parallele difficilmente monitorabili dato che è probabile che si creeranno realtà non ufficiali, con educatori non qualificati, in strutture non adeguate, dove tutti i frequentanti saranno non vaccinati”.
“Il Comitato dei genitori di Trieste per la libertà di scelta desidera mantenere rapporti di sereno e civile confronto con le istituzioni comunali e con la stampa locale che siano basati sul reciproco riconoscimento, rispetto e ponendo la discussione in modo da escludere qualsiasi presa di posizione dogmatica, pregiudizievole e aprioristica. Riteniamo la delibera comunale n.72 dd 28 novembre 2016 discriminatoria e ingiusta e per questo, unitamente e in accordo a tanti altri gruppi locali di altri Comuni Regionali, verranno considerate e valutate tutte le possibili azioni praticabili e legali per fare in modo che la Delibera n.72 venga ritirata. Non intendiamo cadere nel gioco socialmente pericoloso e deleterio per la società stessa, di creare e fomentare/alimentare due fronti contrapposti, che vengono surriscaldati ogni giorno che passa e che riteniamo porti ad una divisione e contrapposizione tutt’altro che positiva”.
“Infine, ma non ultimo in quanto importanza, il Comitato si dichiara non contrario alla vaccinazione in quanto atto farmacologico preventivo in sé, ma sostiene la libertà di scelta in ambito vaccinale. La scelta è familiare/personale e deve essere garantita la libertà di poter decidere quello che si ritiene più opportuno. La scelta deve essere effettuata in coscienza e consapevolezza. Non consideriamo di qualità un’informazione che esageri la valenza positiva della vaccinazione, il pericolo attuale di certe malattie, che non contestualizzi le singole malattie, gli obblighi alla vaccinazione per ciascuna di esse e le ritenute necessità sanitarie per ciascuna di esse; tutto questo a discapito di una sottostimata e ridotta presa di coscienza e comunicazione dei danni e delle reazioni avverse che la vaccinazione può causare”.
Per avere informazioni si può scrivere a [email protected] o consultare la pagina Facebook del Comitato.


