Ok all’utilizzo del fitorimedio per i giardini di Trieste, Menis (M5S): «Per il centrodestra l’inquinamento è colpa dei triestini e degli autobus»

24.1.2017 | 19.26 – Il mandato al Comune di Trieste di predisporre un programma che preveda l’utilizzo del fitorimedio per i giardini inquinati del capoluogo regionale (nella foto quello di piazzale Rosmini): è l’esito della riunione odierna del Tavolo promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia di cui fanno parte anche l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA FVG), il Comune di Trieste e l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata (ASUI) di Trieste. L’incontro, di natura tecnica, ha visto la presenza del professor Pierluigi Barbieri, del Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche dell’Ateneo triestino, esperto di tecniche di decontaminazione basate sull’utilizzo delle piante che mediante le proprie radici o attraverso la produzione di microrganismi sono in grado di degradare le sostanze inquinanti.

Nella riunione odierna si è convenuto che il programma di fitorimedio per i giardini di Trieste, una volta predisposto dal Comune – che era stato sollecitato in tal senso anche da un ordine del giorno dell’Assemblea municipale – sia presentato al Tavolo regionale per essere quindi sottoposto al vaglio finale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), data la natura sperimentale delle soluzioni proposte.

Immediata la reazione del Movimento 5 stelle di Trieste che per primo ha proposto l’utilizzo del fitorimedio. Il capogruppo in Consiglio comunale, Paolo Menis, critica duramente la maggioranza di centrodestra per aver approvato una mozione su questo argomento, eliminando dalle premesse i riferimenti alla natura industriale degli inquinanti. «Ieri sera – spiega Menis in una nota – è stata portata con urgenza nell’aula del Consiglio comunale una mozione del M5S sull’uso del fitorimedio per bonificare i giardini contaminati di Trieste. Il fitorimedio è una tecnologia di bonifica già sperimentata a Trieste all’ex-Opp nel 2007 con risultati di rilievo nel ridurre le concentrazioni delle sostanze inquinanti. A detta dei tecnici dell’Università di Trieste, che se ne sono occupati, il fitorimedio richiede tempi contenuti, costa dalle 10 alle 15 volte in meno delle bonifiche tradizionali ed è almeno altrettanto efficace».

«La nostra mozione – ricorda il pentasellato – riportava nelle premesse il riferimento esplicito alla natura industriale degli inquinanti riscontrati da Arpa nei giardini pubblici. L’Arpa ha infatti rilevato nel terreno dei giardini pubblici concentrazioni elevate di diossine e furani clorurati, noti per essere prodotti prevalentemente da combustioni di tipo industriale. La mozione del M5S sul fitorimedio per bonificare i giardini inquinati da sostanze di derivazione industriale è stata quindi prima bocciata sia dal centro-destra del sindaco anti-Ferriera che dal centro-sinistra a trazione Serracchiani, e poi prontamente sostituita da un documento debolissimo con il quale si afferma sì l’intenzione di portare avanti il fitorimedio, ma sostenendo al contempo la tesi dell’inquinamento dovuto a cause non precisamente individuabili, prendendo per l’ennesima volta in giro i cittadini».

«Siamo convinti dell’utilità del fitorimedio per eliminare l’inquinamento dei giardini pubblici triestini – conclude il capogruppo pentastellato -, ma il M5S non può abdicare alla richiesta di conoscere da dove questo inquinamento provenga. Se non si identificano chiaramente e al più presto le fonti dell’inquinamento riscontrato, e non si prendono provvedimenti di conseguenza, gli inquinanti continueranno a depositarsi sul suolo dei nostri giardini, a prescindere da qualsiasi tipo di rimedio si voglia mettere in campo».

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