Renzi a Trieste: «Porto Vecchio spreco di futuro per troppo tempo, ora concretezza»

28.5.2016 | 15.50 – Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia il premier Matteo Renzi è giunto nel primo pomeriggio di oggi a Trieste per la firma del protocollo d’intesa sul Porto Vecchio. Presenti tra gli altri il sindaco Roberto Cosolini, la presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani, il commissario dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino e il ministro Dario Franceschini. La firma del documento sblocca i 50milioni che saranno destinati all’infrastrutturazione del vecchio scalo.

«Benvenuto nella città più europea tra le città italiane» ha esordito il primo cittadino «quest’area diventerà un polmone per il futuro economico di Trieste e dell’intera Regione». Soddisfazione anche nelle parole del commissario dell’Autorità portuale: «Trieste è periferia geografica – ha sottolineato – ma per il Governo diventa finalmente centro di qualcosa».

«Questa è una città – ha dichiarato la presidente della Regione Debora Serracchiani – che crede di nuovo in se stessa. È una città alla quale stiamo guardando con interesse anche dal Governo».

In coda agli interventi ha poi preso la parola il capo dell’esecutivo. «La data odierna di Trieste ha un valore simbolico per l’intero Paese. Fa impressione lo spreco di futuro che per troppo tempo c’è stato in questo posto (Porto Vecchio Ndr). Questo è un luogo incantato, meraviglioso. La procedura di sdemanializzazione di quest’area, i 50 milioni e il protocollo non sono astratti progetti, sono il desiderio concreto di rimettere in moto pezzi della nostra economia. Per questo tutto ciò ha una valenza simbolica straordinaria. Basta spreco. È una implorazione, torniamo alla realtà».

«La cultura del non si può – ha concluso Renzi – è andata in pensione. Si può, si deve».

Il tweet del Presidente del Consiglio Matteo Renzi
Il tweet del presidente del Consiglio Matteo Renzi

Qui il link al video dell’intervento del premier pubblicato sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Immagine tratta dalla pagina Facebook di Matteo Renzi (qui l’originale)


Elisabetta Belvedere

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