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martedì, 4 Ottobre 2022

Lo strano caso di “Trieste Recupera”, ONLUS divisa tra solidarietà e campagna elettorale

29.5.2016 | 13.00 – “I nostri abitanti non saranno mai oggetto di compiacimento politico per qualsivoglia partito o suo membro […] NON SARETE MAI UTILIZZATI A FINI POLITICI”

Recita così la secca reprimenda redatta dalle responsabili della Microarea di via Soncini e pubblicata sulla pagina Facebook il 24 maggio: i soggetti in questione sono quelli che le referenti, Barbara e Chiara, definiscono amichevolmente “i nostri abitanti”, famiglie in difficoltà o semplicemente bisognose di un piccolo aiuto; i “nostri abitanti” che il progetto Microaree ha saputo coinvolgere in questi 11 anni di attività dando risposte concrete alle necessità della periferia triestina.
Non va giù, tanto alle due responsabili quanto alle associazioni presenti sul territorio, lo strano fenomeno segnalato da qualche settimana, ovvero la consegna di materiale elettorale da parte di Trieste Recupera, ONLUS incaricata del recupero di cibo, durante la distribuzione. C’è chi lo chiama obolo, chi parla apertamente di do ut desio ti regalo il cibo e tu mi regali il voto.

A farsi carico di queste accuse è Paolo Luisi, imprenditore triestino di lungo corso, presidente di Trieste Recupera nonché candidato al consiglio comunale con la lista civica “Insieme per Trieste – Cosolini Sindaco”.

Interpellato direttamente, Luisi non smentisce ma anzi conferma con un certo orgoglio il coinvolgimento diretto della “sua” Trieste Recupera nella campagna elettorale: «Che mi dicano pure che ho strumentalizzato la ONLUS, se in qualche maniera l’ho fatto […] è per perseguire i fini stessi dell’associazione». E ancora: «Questa del consiglio comunale è un po’ una scommessa, fondamentale è continuare la nostra attività»; lo ripete in più di un’occasione, quasi ad anteporre, prima ancora delle classiche mani in caso di caduta, l’associazione di recupero di cui è presidente: una realtà che soltanto nei primi quattro mesi del 2016 ha recuperato 25 tonnellate di cibo e che vanta ormai convenzioni con molteplici realtà triestine, dai due punti vendita dell’ipermercato Famila al salumificio Principe, da Eppinger alle farmacie Rubino e che ha come principale fornitore il Mercato Ortofrutticolo (il quale fornisce, da solo, dai 500 ai 1000 kg di ortofrutta fino a 2 volte la settimana).

Non smentisce nemmeno l’accusa più grave, ovvero la distribuzione dei propri volantini elettorali durante la consegna del cibo: «Ci sono valori nella società che appartengono fortemente ad una certa parte politica», argomenta Luisi senza troppi giri di parole, commentando quella che, a suo avviso, non è affatto una deriva strumentale, bensì una vera e propria rotta ortodromica per Trieste Recupera; «una ONLUS», continua «deve schierarsi […] in maniera apartitica, ma non per questo apolitica».
Una scelta di utilità oltre che di affiliazione, sicuramente più efficace dell’alternativa: «Potevo fondare il mio partito indipendente, ma alla fine uno da qualche parte deve andare…»

Parole significative, pronunciate in un momento delicato della campagna elettorale mentre all’interno delle microaree sembra correre il malcontento: «Questa storia deve finire, è una vergogna», commenta D., attiva nel campo del sociale con una rete di aiuto; «ad esempio la pagina Facebook della ONLUS che è diventata un enorme manifesto elettorale, oltre al fatto che tutte queste famiglie (i destinatari del cibo recuperato, ndr) non devono essere sfruttate e utilizzate come merce di scambio per comprare i voti, è illegale è va fermato il prima possibile. Credo che Cosolini dovrebbe prendere le distanze da questa manovra vergognosa».

«Ho preso nota e se non mi smuovo è perché sono operativo» chiosa Luisi, sicuro della bontà del proprio operato eppure non sordo alle critiche (arrivate, per sua stessa ammissione, da fronti diversi e non solo dagli oppositori politici o dalle realtà territoriali). Ed innegabilmente, l’ONLUS in cui il candidato tende a identificarsi è impegnata 7 giorni su 7: Trieste Recupera distribuisce attualmente il cibo alla Caritas di Trieste, ai Frati di Montuzza, alla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin e all’I.C.S. Consorzio Italiano di Solidarietà oltre che ad alcune Microaree e mira, nel futuro prossimo, a diventare il primo interlocutore sul territorio in materia di recupero di cibo, missione che Luisi sente più vicina con la propria candidatura, ma che rischia di stridere con chi opera sul campo e gli chiede maggiore neutralità.

«Posso avere dei dubbi», conlude «ed è chiaro che valuto con attenzione tutto ciò che mi è stato detto, ciò non toglie che io vado avanti per la mia strada, che è quella della solidarietà».

Solidarietà self-made, che le Microaree riunite discuteranno in una riunione programmata per questo lunedì 30 maggio.

F.E.B.

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