26.4.2016 | 11.34 – Si presentavano come finanzieri. E non solo. Nascosti dietro alla divisa, simulavano controlli a imprenditori fermandoli nelle aree di sosta dell’autostrada per poi rapinarli. Per questo motivo la polizia di Stato di Trieste, coordinata dalla Procura della Repubblica giuliana, ha arrestato tre pregiudicati italiani. Una quarta persona è stata denunciata.
Nell’operazione sono state recuperate le casacche con la scritta Guardia di Finanza, un lampeggiante per autocivetta, due pistole perfette riproduzioni di quelle in uso alle forze di polizia, dei taser, tirapugni e guanti in lattice.
LE INDAGINI I poliziotti della squadra mobile di Trieste da tempo eseguivano controlli in A4, in particolare lungo l’arteria autostradale Brescia-Trieste, per contrastare il fenomeno delle rapine ad automobilisti. Il gruppo era in possesso di alcuni apparecchi gps, utilizzati per monitorare gli spostamenti delle vittime. Vittime che venivano precedentemente scelte dalla banda. Individuate con accuratezza.
Poi, i finti posti di blocco lungo le autostrade. Grazie alla posizione esatta fornita dal sistema gps, i tre riuscivano sempre a fermare il veicolo giusto.
Durante le indagini, gli agenti avevano accertato che i falsi poliziotti viaggiavano con auto simili a quelle in uso alle forze dell’ordine e si presentavano alle vittime con distintivi fasulli per farsi poi consegnare denaro simulando controlli anti evasione fiscale. Una volta in possesso delle banconote, i malviventi si allontanavano per poi dileguarsi con il denaro e le chiavi del veicolo dei malcapitati, minacciandoli con le pistole e percuotendoli.
Le azioni erano sempre compiute con il supporto di una vettura con complici a bordo che a distanza segnalavano l’arrivo di vere pattuglie della polizia (foto d’archivio).
I malviventi avevano già colpito a Trieste i primi di marzo lungo la grande viabilità rapinando due imprenditori vicentini, fino all’ultimo episodio quando hanno trovato ad attenderli gli uomini della squadra mobile giuliana. Qui gli agenti hanno fermato i bergamaschi Palmiro Bonomelli di 58 anni, Mazzoleni Mauro di anni 46 e il 32enne Chukrane Fuad. Tutti sono risultati pluripregiudicati anche per gravi reati.
Perquisizioni domiciliari sono state condotte con l’ausilio della squadra mobile di Bergamo e Brescia.


