Capodanno 2016, ecco i consigli degli artificieri in vista dei “botti” di fine anno

29.12.2015 | 14.10 – Mancano due giorni alla notte più attesa e festosa dell’anno, quella in cui è ormai consuetudine festeggiare e salutare l’anno utilizzando fuochi d’artificio e giochi pirotecnici. Proprio in merito ai cosiddetti “botti” di fine anno, proprio ieri è stata approvata in Consiglio comunale di Trieste una mozione per vietarli, a tutela di animali e cittadini. 

In ogni caso, stamane si è tenuta in Questura una conferenza durante la quale il dirigente dell’Upgsp Davide D’Auria e personale del Nucleo artificieri del Friuli Venezia Giulia della Polizia di Stato hanno voluto ribadire che artifici e giochi pirotecnici sono per loro natura pericolosi, devono essere comperati da rivenditori autorizzati, devono presentare la marcatura CE e maneggiati con la massima attenzione rispettando le modalità d’uso riportate sull’etichetta. Anche i luoghi per la loro accensione devono esser scelti con cura: i più idonei sono i luoghi aperti, lontani dalle abitazione e privi di vegetazione facilmente infiammabile. Inoltre è stato raccomandato di non riutilizzare i giochi pirotecnici rimasti inesplosi dopo la loro accensione.  E’ stato ricordato infine che è assolutamente vietato confezionare artigianalmente artifici pirotecnici e petardi. Tali indicazioni vanno seguite, rispettando anche gli animali, imprevedibili nelle loro reazioni a seguito del frastuono provocato in queste occasioni.

Non solo gli animali, ma anche i più giovani risultano essere quelli maggiormente esposti al pericolo che può nascere da un errato utilizzo dei giochi pirotecnici: ad essere più colpita dal fenomeno è la fascia d’età tra gli 11 e i 16 anni. In questo senso è importante che si attuino idonee campagne di prevenzione e di sensibilizzazione, coinvolgendo anche i genitori perché affianchino i propri figli nelle operazioni di accensione di questi artifici pirotecnici.

A parlare sono soprattutto i numeri: durante la prima notte del 2015 a Trieste un minorenne ha riportato un’ustione all’occhio (2 giorni di prognosi).  In tutta Italia si sono registrati 251 feriti, di cui 68 minori (in calo rispetto ai 361 di cui 89 giovanissimi del 2013). Nel 2014 si registrò un morto, a Roma, per soffocamento (si trattava di un disabile che soffocò a causa del fumo sprigionato dai botti), mentre nel 2013 ci furono due morti (entrambi in Campania).

 

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