15.10.2015 | 15.50 – E’ una “battaglia” che dura da anni quella del signor Claudio Visintin e di sua moglie Graziella Goitan. Una battaglia che li vede protagonisti dal maledetto giorno in cui, in una giornata di dicembre del 1999, hanno perso il loro amato figlio Maurizio (allora venticinquenne), rimasto vittima di un terribile incidente stradale, causato da un ubriaco al volante. Da allora non si sono mai fermati: ora i coniugi Visintin chiedono l‘intitolazione di un cartello stradale alle vittime della strada. Abbiamo pertanto deciso di dare voce, attraverso la pubblicazione della loro lettera, alla grande tenacia di Claudio e Graziella, che ringraziamo.
«Oggi per il tramite di questo sito facciamo cortese richiesta al signor sindaco ed alla politica tutta al fine di poter cambiare ( o aggiungere sul cartello della via attuale ) il cartello di “Viale del Cacciatore” in “Viale delle vittime della strada”. Sarebbe importante che a Trieste, ma anche in qualsiasi località italiana, si realizzasse uno spazio pubblico, un luogo, che possa servire da monito per le generazioni tutte, delle vite spazzate nelle strade della città, perché il nome mutato in “Viale delle vittime della strada” è di per sé eloquente e non potrà lasciare di certo indifferenti i cittadini: come potrebbe essere altrimenti? Non dovrebbero rimanere indifferenti a ciò neanche i cittadini italiani: in questo Paese, dove per ottemperare alle regole di buona civiltà e buona convivenza civile è necessaria, per forza di cose, l’applicazione di una sanzione repressiva significativa, e ciò è una sconfitta, come lo è l’introduzione del reato di omicidio stradale è una sconfitta. L’importante è comprendere che la cultura della prevenzione funziona a rilento: vi è poca attenzione, vi è uno scarso investimento in tal senso, volutamente o meno, e certamente così avanti non si può più andare. Non si possono più tollerare vittime innocenti sulla strada per colpa di una guida delinquenziale. Ogni giorno di ritardo, a livello di prevenzione e di repressione, è un giorno in cui chiunque può continuare ad uccidere con il proprio mezzo, che può divenire una mera arma micidiale se usato male, e rimanere semplicemente impunito. A Trieste, quando si percorre la strada costiera, è difficile non notare le innumerevoli, purtroppo, presenze di fiori o lapidi, che ricordano che in quel luogo, in un giorno ordinario, una vita è stata spezzata. Bisogna fare presto, agire da subito per fermare questa mattanza , questi automobilisti incoscienti sulle nostre strade.Noi non molliamo questa nostra battaglia (impari, difficilissima ) e che sia da monito alle persone che si mettono alla guida di essere sobri e rispettare il codice della strada ».
A.D.B.


