16.7.2015 | 9.33 – Nell’elegante giardino di una villa borghese dell’ 800 seduti al fresco di alberi secolari. E’ questa la cornice per uno spettacolo unico, “La coscienza di Zeno spiegata al popolo“, da vedere per chi non l’ha visto, da rivedere per chi è un amante delle operazioni letterarie singolari e curiose. “La vita non è né bella né brutta è originale” (Italo Svevo). Questo è lo spirito dell’ardita operazione di rilettura di celebri episodi de “La coscienza di Zeno” in forma di happenig per uno spettacolo diverso ad ogni replica da parte di Paolo Rossi, che ne ha curato la regia, e del Pupkin Kabarett.
Solo loro, forse, potevano cimentarsi nella spericolata impresa di mescolare il vecchio e il nuovo e di unire jazz, blues, pop e il rock alla letteratura e al cabaret. Preparatevi a un entusiasmante viaggio nelle scandalose pagine di Joyce, nella poesia e nel cinico umorismo di Saba e in quell’irresistibile vademecum delle nevrosi dell’uomo moderno che è La Coscienza di Zeno di Italo Svevo. Attori e musicisti saranno agli occhi del pubblico, le guide in un elettrizzante e provocatorio itinerario tra cultura alta e cultura bassa, tra mito e realtà e in cui sarà sempre consigliabile perdere la rotta con scanzonata spregiudicatezza.
Due gli appuntamenti: giovedì 16 luglio e lunedì 20 luglio, sempre alle ore 21, al Civico museo Sartorio di Largo Papa Giovanni XXIII, 1. Ingresso 5 euro, posti limitati.
“La coscienza di Zeno spiegata al popolo” è una coproduzione Bonawentura/Teatro Miela – Il Rossetti/Teatro Stabile FVG in collaborazione con La Corte Ospitale e il Museo Sveviano del Comune di Trieste. Regia di Paolo Rossi; con Laura Bussani, Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi; musica di Riccardo Morpurgo (piano), Franco Trisciuzzi (chitarra). Scritto da Stefano Dongetti con la collaborazione di Riccardo Cepach, Alessandro Mizzi e Paolo Rossi.



