Il cinema italiano piange Callisto Cosulich, maestro della critica cinematografica

Callisto Cosulich6.6.2016 | 23.44 – Si è spento oggi a Roma Callisto Cosulich (nella foto). Il decano dei critici cinematografici italiani era nato a Trieste il 7 luglio del 1922. Due volte in giuria a Venezia e una a Berlino, ha scritto su Abc, Cinema, Filmcritica, Cinema Nuovo, Paese Sera e Il Piccolo. Sposato dal 1955 con Lucia Rissone, figlia dell’attore Checco e nipote di Giuditta, prima moglie di Vittorio De Sica.

Cosulich inizia a occuparsi di cinema durante la seconda guerra mondiale, al termine della quale, dopo aver abbandonato gli studi in Ingegneria navale a cinque esami dalla laurea, inizia a lavorare come critico cinematografico per il Giornale di Trieste. Come ricorda Alberto Pezzotta “il giovane critico praticamente non ne sbagliava una. Coglieva la novità dell’esordiente Antonioni, applaudiva De Sica, Rossellini e Visconti – non era scontato, all’epoca; diffidava di Hollywood, ma sapeva apprezzare Danny Kaye e John Huston; non amava Totò, ma rideva con Jacques Tati”.

Anche Paolo Lughi sottolinea le capacità del critico triestino di cogliere le nuove tendenze del cinema. «Nonostante confessi come un vezzo di usare ancora l’Olivetti e il fax, Cosulich moderno lo è sempre stato (…) Prima degli altri si è occupato di horror e cinema erotico, del nuovo cinema americano e dei film rivisti alla moviola per la televisione (…) “Da ragazzo andavo a Trieste al Novocine, una sala specializzata dove potevo trovare anche gli ultimi film di Bela Lugosi. Io ero un fan degli horror, Tullio Kezich dei western”».

Callisto Cosulich ha pubblicato migliaia di recensioni e articoli diventando un punto di riferimento per il pubblico e gli addetti ai lavori. Fu sceneggiatore (Flashback di Raffaele Andreassi, Terrore nello spazio di Mario Bava) e persino attore (Cuori senza frontiere di Luigi Zampa dove veste i panni di un ufficiale sovietico), ha raccontato la sua esperienza nella Regia Marina in un documentario diretto da Claudio Costa dal titolo Una lunga vacanza ed ha pubblicato numerosi saggi sul cinema. Alcuni suoi scritti di gioventù sono stati raccolti ne Il cinema secondo Cosulich (Transmedia 2005), mentre la sua produzione è stata analizzata in Il coraggio della cinefilia. Scrittura e impegno nell’opera di Callisto Cosulich, un’opera curata da Elisa Grando e Massimiliano Spanu per Edizioni Università di Trieste. Come si legge in questo lavoro “il suo è stato uno stile inconfondibile, colto ma pervaso di spirito di servizio nei confronti degli spettatori, attento al contesto socioeconomico del sistema-cinema come alle cinematografie “di confine” e pervaso da un’inattaccabile libertà intellettuale”.

 

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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