4.5.2015 | 10.33 – Dalla ricchezza creata e distribuita alle performance di servizio; dal contenimento delle emissioni degli impianti alle politiche sull’impiego e sugli appalti “responsabili”. Il Gruppo Hera si racconta nei tanti numeri del Bilancio di Sostenibilità 2014, pubblicato online all’indirizzo http://bs.gruppohera.it/ e completamente rinnovato nella forma, più semplice e scorrevole per facilitarne la lettura e individuare rapidamente tutte le informazioni più importanti.
Sostenibilità e ricchezza soprattutto per il territorio
Alcuni numeri della sostenibilità economica, per cominciare, che includono anche il contributo di AcegasApsAmga.
Il valore aggiunto globale lordo generato per gli stakeholder nel 2014 è stato pari a 1.387,2 milioni di euro (+2,4% rispetto al 2013).
Tale grandezza risulta dalla differenza tra i ricavi e i costi della produzione che non costituiscono una remunerazione per gli stakeholder aziendali (es. lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione, ecc.) e permette quindi di quantificare quanta ricchezza è stata prodotta dal Gruppo e come viene poi distribuita ai suoi interlocutori.
Dei 1.387,2 milioni di euro generati, ben 1.085,5 vanno al territorio in cui opera il Gruppo Hera, attraverso stipendi ai lavoratori, dividendi agli azionisti del territorio, imposte, tasse e canoni agli enti del territorio, liberalità/sponsorizzazioni e risorse reinvestite nel Gruppo.
Aggiungendo ai 1.085,5 milioni di euro i 506,2 milioni di euro delle forniture da fornitori delle aree di operatività, la ricchezza totale distribuita al territorio si può stimare in 1.591,7 milioni di euro.
84,1 milioni di ricchezza distribuita nell’area di Trieste nel 2014
Per quanto riguarda nello specifico i comuni serviti da AcegasApsAmga nell’area di Trieste, la ricchezza distribuita complessivamente dal Gruppo Hera è stata pari a 84,1 milioni di euro. Di questi, 47,9 milioni sono andati ai lavoratori, 23,5 milioni ai fornitori locali, 7 milioni agli azionisti e 5,8 milioni agli enti del territorio come imposte, tasse e canoni.
Al lavoro per diminuire i tempi di attesa agli sportelli
Nella visione di Hera il cliente si conferma al centro, perché la sostenibilità è in primo luogo un impegno nei suoi confronti. Di qui i continui investimenti per aumentare la qualità dei canali di contatto, con tempi di attesa a sportelli e call center fra i più bassi tra quelli delle multiutility italiane. Per quanto riguarda la clientela residenziale, i tempi di attesa al call center Hera passano dai 49 secondi del 2013 ai 40 secondi del 2014, mentre quelli degli sportelli dedicati ai clienti triestini si attestano a 22,6, in discesa rispetto ai 25,6 minuti del 2013. Si tratta di una primo importante passo frutto dell’intenso lavoro messo in cantiere per allineare progressivamente gli standard di servizio di Trieste con quelli del Gruppo Hera.
Di particolare importanza il tempo medio di arrivo per le chiamate di pronto intervento gas, attestato nel triestino a 27,9 minuti, rispetto ad un tempo standard di 60 minuti richiesto dalla normativa di riferimento.
Raccolta differenziata: continua la crescita
Ottimi risultati emergono anche dagli indicatori relativi alla sostenibilità ambientale, che fanno del territorio servito da Hera un’eccellenza a livello europeo, con costi di servizio nella gestione dei rifiuti inferiori del 23% rispetto alla media nazionale e del 17% rispetto a quella del Nord Italia.
A livello di Gruppo continua a diminuire il ricorso alla discarica per i rifiuti urbani (in AcegasApsAmga già da tempo a zero), che nel 2014 ha riguardato solo il 12,9% dei rifiuti smaltiti (16,4% nel 2013 e 49% nel 2002), un dato ampiamente inferiore non solo alla media italiana (38%) ma anche a quella europea (31%). Ne guadagna la raccolta differenziata, che passa dal 52,6% del 2013 al 54% del 2014, con buoni risultati anche nel territorio di Trieste, dove la raccolta differenziata media annua è salita sale dal 29,5% del 2013, al 32,1% del 2014. Occorre però considerare che si tratta appunto di un dato medio annuo. Grazie all’ambizioso progetto di potenziamento della differenziata realizzato assieme al Comune di Trieste, il dato puntuale è attualmente al 37%.
Inoltre, come rendicontato dal report annuale “Sulle tracce dei rifiuti”, il 93,8% dei rifiuti differenziati (a Trieste addirittura il 99,8%) viene effettivamente portato a recupero, incoraggiando le buone pratiche dei cittadini e alimentando quella parte della green economy attiva nella filiera del riciclo (55 le aziende che valorizzano la raccolta differenziata conferita da Hera, con oltre 3.000 occupati di cui circa 1.300 riconducibili direttamente al recupero di materiali).
L’idrico fra investimenti e acqua di qualità. A Servola uno degli interventi più rilevanti del Gruppo
Su un totale di 346,1 milioni di euro di investimenti sulle reti effettuati dal Gruppo Hera nel 2014, ben 114,8 milioni hanno riguardato il settore idrico, con effetti importanti sull’incremento della qualità del servizio erogato, in linea con gli standard previsti dalle carte dei servizi nel 99,4% dei casi.
Il risultato più importante riguarda l’acqua del rubinetto di casa, che si conferma di ottima qualità e a basso costo in tutto il territorio servito da Hera. Il Gruppo, impegnato in oltre 324 mila analisi annue, di cui 11.600 nel solo territorio triestino, ne rendiconta i valori con il report annuale “In buone acque” e sensibilizza i cittadini a un consumo sempre più consapevole ed economico.
All’ammodernamento dei sistemi fognari, che proseguirà con interventi importanti come quelli pianificati a Rimini, Padova e Trieste (in particolare l’adeguamento del depuratore di Servola) per circa 200 milioni di euro a livello di Gruppo entro il 2019, si accompagnano le ottime performance degli impianti di depurazione, che nel 2014 hanno trattato oltre 415 milioni di metri cubi di acque reflue (+8% sul 2013), arrivando a coprire il 90% del territorio servito (contro una media nazionale del 70%)
Sicuri sul lavoro. E sicuri di chi lavora per noi
Per il Gruppo Hera sostenibilità significa sicurezza, sul lavoro e del lavoro.
Rilevante, infatti, l’indotto occupazionale totale generato dall’azienda, che fra lavoratori diretti (8.510) e indiretti (6.781) raggiunge le 15.291 unità.
E diverse le evidenze degne di nota: i lavoratori del Gruppo a tempo indeterminato nel 2014 sono saliti al 97%; sono oltre 330 gli assunti con questo contratto negli ultimi tre anni; i rapporti di fornitura con le cooperative sociali hanno consentito l’inserimento lavorativo di 611 persone svantaggiate.
Anche grazie alle 28 ore di formazione procapite all’anno, dato superiore alla media delle altre utility (pari a 19,5 nel 2013), il Gruppo Hera migliora ulteriormente le proprie performance nella prevenzione degli infortuni, con un indice di frequenza (numero degli infortuni diviso i milioni di ore lavorate) sceso a 22,6 nel 2014, più che dimezzato nell’arco di 10 anni.
Nel 2014 anche AcegasApsAmga ha ottenuto la certificazione sulla sicurezza sul lavoro OHSAS 18001, arrivando così al 90% dei lavoratori del Gruppo.
Gli stessi fornitori, attraverso la certificazione SA8000 del Gruppo Hera, sono stati sensibilizzati sulle buone pratiche del lavoro e sono state realizzate iniziative di responsabilità anche negli appalti, come l’introduzione della clausola sociale di salvaguardia dell’occupazione e la clausola di limitazione delle percentuali di sconto, per tutelare il personale coinvolto nelle gare e rendere le forniture sostenibili nel tempo. In linea con questi valori, nel 2014 il 76,5% degli affidamenti è stato aggiudicato senza adottare il criterio del massimo ribasso, preferendogli quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa e assegnando il punteggio anche in base a indicatori di sostenibilità ambientale e sociale.
In base ai risultati di una ricerca condotta da Nomisma su 593 aziende fornitrici, il rapporto con Hera ha determinato effetti positivi per le imprese, soprattutto in termini di stabilizzazione delle attività, acquisizione di nuovi mercati, innovazione di processo e di prodotto, incremento dell’occupazione e accesso al credito.
Energia, la sfida efficienza. Dal termovalorizzatore di Trieste energia per 80mila persone
Continua l’impegno del Gruppo nella produzione energetica green. Nel 2014 oltre 2/3 della produzione energetica elettrica e termica del Gruppo Hera è avvenuto da fonte rinnovabile. Di grande rilievo anche l’energia elettrica prodotta dal termovalorizzatore di Trieste valorizzando i rifiuti non differenziabili: nel 2014 sono stati generati 105,5 GWh, pari al fabbisogno di circa 80 mila abitanti.
L’attenzione all’ambiente si è manifestata anche nel contenimento delle emissioni di gas serra generate dagli impianti del Gruppo, diminuite complessivamente del 5%. Per ogni MWh di energia prodotta nel 2014 sono stati emessi 535 Kg di CO2 equivalente (-3% rispetto al 2013) grazie alla riduzione delle emissioni dai termovalorizzatori (-9%) e alla contemporanea maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili (+8%, in particolare per biogas da depuratori e geotermia).
Nel 2014, inoltre, Hera ha ottenuto la certificazione ISO 50001, che premia le migliori pratiche nell’uso efficiente dell’energia, e ha definito un piano di miglioramento energetico: articolato in 54 interventi, entro il 2017 il piano vuole raggiungere l’obiettivo di ridurre del 3% i consumi energetici rispetto al 2013, con un risparmio annuo di oltre 3.400 tep (tonnellate di petrolio equivalente). Tale certificazione è attualmente in corso di conseguimento anche da parte di AcegasApsAmga.


