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martedì, 4 Ottobre 2022

Il Sindaco Cosolini sommelier improvvisato nella visita a Sandalj, storica azienda del caffe’

sandalj_1317.00 | 24.02.2015 Una mattinata insolita quella del Sindaco Roberto Cosolini che ha vestito – letteralmente – i panni del “degustatore di caffè” durante la sua visita alla Sandalj Trading Company in via Rossini: l’azienda ha aperto le sue porte per raccontare, tanto al Comune quanto alla stampa, le numerose attività nel mercato del caffè crudo, presentando la struttura aziendale e le sue attività caratteristiche per poi terminare l’incontro presso il laboratorio, interno alla sede, dedicato alla selezione e alla valutazione del caffè. Il tutto in un palazzo storico ottimamente conservato e con vista sul Canal Grande di Trieste.

Stretto nel grembiule da sommelier – il brand dell’azienda bene in vista – il Sindaco avanza verso le tazzine guidato dal maitre Edy Bieker (letteralmente Maestro del lavoro, con tanto di stella al merito della Repubblica); la procedura di degustazione del caffè è rigorosa, avviene attraverso più fasi e coinvolge tutti i sensi, proprio come avviene con il vino.
«Ma mentre il vino» afferma Bieker «ha una cinquantina di aromi distinti, il caffè supera le centinaia; è quindi molto più ricco nelle stimolazioni sensoriali».

Il risultato dell’esperimento non è importante («è buono» afferma Cosolini), ciò che conta davvero è la rappresentazione simbolica, il ruolo – in questo caso anche teatrale – che avvicina le istituzioni alla tradizione triestina esportata in tutto il mondo e che ruota attorno al bruno nettare da tazzina.

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«Sandalj Trading Company ha un occhio di riguardo per le novità e rappresenta un patrimonio culturale per il settore» spiega Enrico Venuti, responsabile dell’area commerciale.
L’identità dell’azienda, specializzata nella costante ricerca della qualità del prodotto e del servizio, garantisce un miglioramento della proposta commerciale e una significativa differenziazione sul mercato, sia in Italia che all’estero; «questo» continua Venuti «grazie al contatto diretto con i produttori a cui forniamo consigli e strategie e a cui indichiamo le modifiche necessarie».

Tutto questo per accontentare un mercato che, con gli anni, è cambiato. Ne parla Edy Bieker, responsabile dell’area qualità e formazione: oltre all’affermarsi di aromi e varietà meno “contaminati”, è sempre crescente l’attenzione dei clienti d’oltralpe, ormai veri e propri fanatici di una tradizione non più solamente italiana che anzi all’estero considera il chicco un oggetto di lusso, oltre che di culto.

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La Sandalj ha saputo rispondere alle sferzate della crisi economica oltre che alla recente e inaspettata scomparsa – nel 2013 – del suo amato presidente Vincenzo Sandalj. Non mancano tuttavia le necessità e sia Enrico Venuti, sia Maurizio Rossmann (responsabile dell’area amministrazione, finanza e controllo) delineano le carenze principali di Trieste come città in bilico: le infrastrutture (carenti per le moderne esigenze dei magazzini), le fiere (molto sentita l’ultima in Porto Vecchio ma inserita in una cornice di ruderi definita con franchezza “poco attraente”) e i collegamenti – punto carente per questa e molte altre iniziative della provincia (un esempio tra tutti, il turismo).

L’occasione di confronto si inserisce nel giro di incontri con le realtà aziendali del territorio che il Comune di Trieste, nella persona del Sindaco Cosolini, sta dedicando alle più importanti imprese della città, comprese quelle del Distretto del Caffè. Una realtà che, ha affermato lo stesso Venuti, non ha intenzione di muoversi da Trieste e che vede le mille potenzialità del capoluogo, lasciandosi tuttavia scappare un «finchè ce la faremo» figlio dei tempi tormentati in cui viviamo.

Fulvio E. Bullo

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