Finanziaria regionale, la giunta Serracchiani lascia a secco il porto di Trieste: in arrivo appena 500 mila euro

19.12.2014 | 7.01 – Approvata poco dopo la mezzanotte la finanziaria. Tra i tanti provvedimenti spicca, si fa per dire, il taglio drastico di risorse al porto di Trieste: da 5,3 milioni ad appena 500 mila euro. Decisione che ha finito per fomentare lo scontro politico.

“È questa la risposta che la Giunta intende dare agli obiettivi di sviluppo di quello che doveva essere il porto regione? Inutile quindi parlare di competizione con il Tirreno, di contrastare l’off-shore veneziano quando l’attenzione che questa regione dedica allo scalo è finanziariamente risibile – ha detto il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Riccardo Riccardi -. Non vorrei che questo fosse motivato dal muro politico costruito dal centrosinistra attorno al porto di Trieste e alla sua presidente, il tutto mentre nel mondo i muri, come quello fra Cuba e Usa, stanno cadendo”.

“Il punto è che, oltre a questa insufficiente posta a bilancio, non si vede neanche una strategia da parte della Regione che affronti i nodi veri dello scalo, come quello della disparità di condizioni di mercato con la Slovenia – costo del lavoro e fisco in primis – e quindi con il porto di Capodistria e quello del collegamento ferroviario con la stessa Capodistria. La questione – ha concluso Riccardi – è che, se nemmeno noi ci crediamo, se nemmeno la Regione intende investire in quella che è un’infrastruttura strategica per tutto Il Friuli Venezia Giulia, come possiamo pretendere che le ambizioni di sviluppo e di rilancio del porto di Trieste riescano a realizzarsi?”.

In difesa di giunta Serracchiani e maggioranza di centro sinistra è arrivato Giulio Lauri, capogruppo di Sel. “I finanziamenti storici per il porto di Trieste verranno confermati in assestamento, gli errori e i ritardi nella gestione degli ultimi anni sono intollerabili. A Riccardi dico che sul futuro del porto – la contrarietà alla piattaforma offshore di Venezia, il sistema portuale dell’Alto Adriatico imperniato su Trieste, il collegamento ferroviario fra Trieste e Capodistria – non ci sono grandi differenze in questo Consiglio regionale”.

“Alla vigilia della scadenza del mandato della presidente dell’Autorità portuale – ha concluso Lauri – quello su cui ci sono differenze, invece, è la valutazione sull’operato dell’Autorità portuale negli ultimi anni: perché i finanziamenti e gli investimenti sono bloccati e l’avanzo di esercizio è di più di 11 milioni di euro? Perché il Piano regolatore approvato da parte della presidenza Boniciolli ha poi proceduto così lentamente? Perché i finanziamenti non vengono utilizzati? Perché la spesa non è efficiente?”.

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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