
11.4.2014 | 14.56 – 28 indagati. 7 arresti. Perquisizioni in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Questo, a grandi linee, il bilancio dell’operazione “New Life” della Polstrada di Trieste, che ha portato all’individuazione e allo smantellamento di un’organizzazione criminale dedita a riciclaggio di auto di lusso, ricettazione, estorsione e truffa nei confronti di svariate società assicurative.
Le indagini, durate circa due anni, erano scattate da un controllo effettuato su una Bmw x5 dalla polizia slovena nei pressi dell’ex valico di Fernetti. A bordo del mezzo – successivamente risultato rubato in provincia di Salerno – un cittadino italiano e uno bielorusso. Aperto un procedimento penale nei confronti dei due presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Trieste, in seguito all’acquisizione dei tabulati delle utenze telefoniche degli indagati è ben presto emersa l’esistenza di una fitta rete di contatti tra personaggi italiani e soprattutto stranieri, appartenenti all’area ucraina e bielorussa, tali da far ipotizzare fin da subito di aver individuato una vera e propria organizzazione transnazionale, operante sia sul territorio italiano che in stretto contatto con gli stati esteri interessati.
Iniziavano così le indagini tecniche di intercettazione telefonica – condotte sotto la direzione del pm Giorgio Milillo e terminate nel 2012, che permettevano di evidenziare di fatto l’esistenza non di una sola, ma di due organizzazioni criminali, riconducibili ai vari personaggi che via via emergevano dal contesto delle attività investigative, concorrendo ad un unico disegno criminoso finalizzato al riciclaggio di veicoli di alta gamma nell’est Europa, in Arabia Saudita e in Turchia.
Le intercettazione telefoniche, unitamente ai servizi di pedinamento e appostamento effettuati dagli investigatori della stradale triestina sia nella provincia di Trieste che nei pressi dei valichi di confine con la vicina Slovenia, hanno permesso di individuare e identificare vari componenti dei due sodalizi criminali. Le indagini hanno interessato anche le province di Milano, Brescia e Verona.
La scrupolosa attività investigativa degli uomini della Polstrada ha permesso di gettare luce sul modus operandi della banda. Il mezzo rubato veniva dotato di falso telaio, di documentazione appartenente ad uno stock di documenti rubati in bianco (carta di circolazione e certificato di proprietà) riportanti i dati di un veicolo analogo a quello rubato – creando, di fatto, un “doppione”. Le vetture venivano successivamente piazzate sui mercati neri dell’est Europa.
Più spesso l’organizzazione acquisiva veicoli noleggiati (Maserati, BMW, Audi e Mercedes), ovvero di proprietà di finanziarie, concessi in leasing a volte anche a società in gravi situazioni economiche, i cui responsabili (proprietari o locatari), conniventi con i trafficanti, ben volentieri cedevano, dietro compenso in denaro (a seconda del modello dai 5.000 ai 10.000 euro), i mezzi in locazione.
Una volta trasportate le auto in paesi stranieri e re-immatricolate, ne veniva sporta fittizia denuncia di furto o rapina al fine di evitare ogni dubbio e rivalsa da parte delle società proprietarie del veicolo, che a loro volta venivano spesso risarcite dalla compagnie assicurative interessate, ignare del disegno criminoso posto in essere e della truffa ai loro danni che si concretizzava con l’esborso di somme decisamente rilevanti (circa 3 milioni di euro nel corso del biennio).
Ma non è tutto. La frangia più violenta del sodalizio perpetrava invece vere e proprie estorsioni con il metodo del “cavallo di ritorno”. Con la connivenza di persone vicine al proprietario del mezzo, i veicoli venivano rubati: in un secondo momento, sempre con la complicità di un “intermediario complice”, veniva chiesto un “riscatto” per riconsegnare il mezzo al legittimo proprietario.
Specializzati in tali attività erano Vlasov Stanislav, ucraino classe 1980 e il suo connazionale Shvets Vitaliy, entrambi domiciliati a Milano. Per i due sono scattate le manette.
Nella mattinata di martedì, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Trieste con la collaborazione di personale delle Squadre di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Milano, Roma, delle Sezioni di Modena e Brescia e del Commissariato di Scalo Romana (Milano) ha dato esecuzione a 15 custodie cautelari in carcere emesse dal gip di Milano. In manette sono finiti Zavaglio Eridano Ermanno – considerato uno degli organizzatori e promotori dell’associazione criminale – Guarnieri Giovanni Silvio, Lanno Angelo, Vlasov Stanislav e Shvets Vitaliy. Stessa sorte è toccata a Vorobey Vasyl e Nuzzolo Diego.
Contestualmente agli arresti sono state effettuate perquisizioni a Milano, Roma, Modena, Bergamo, Pavia e Mantova, che hanno portato al sequestro di computer, chiavette usb, chiavi meccaniche atte all’apertura dei veicoli e dispositivi elettronici per la rimodulazione delle chiavi d’accensione.
Per gli altri otto destinatari della misura cautelare in carcere, trattandosi di soggetti stabilmente residenti all’estero, verranno attivate le procedure per la cattura internazionale. Al termine dell’indagine sono stati individuati e sequestrati 21 veicoli tra Maserati, BMW, Mercedes e Audi, per un valore complessivo di circa un milione di euro, e denunciate in stato di libertà 28 persone, coinvolte a vario titolo nel sodalizio criminale.


