Flash mob dei “forconi” a Trieste

CRONACA Continua il presidio del Coordinamento “9 dicembre” in piazza della Borsa

Forconi Trieste15.12.2013 | 14.30 Flash mob all’insegna del divertimento ieri pomeriggio in piazza Borsa a Trieste, organizzato dal movimento “9 dicembre”, i c.d. “forconi” di Trieste.

Composto soprattutto da bambini e ragazzi, l’evento ha visto anche la partecipazione delle mamme aderenti al movimento e passanti attratti dalla musica e dall’allegria dei più piccoli. 

Molti i triestini fermatisi ad assistere e a filmare con i propri smartphone la colorata esibizione, per poi proseguire nelle compere natalizie del sabato.

«Sapevamo che queste iniziative avrebbero portato tante persone a rendersi conto che noi siamo qui. Ed è stato un successo. Molti ci hanno chiesto informazioni, ci hanno incoraggiato e alcuni ci hanno anche lasciato dei biscotti e del caffè per questa notte», ha dichiarato Antonio Skerlj, coordinatore del movimento “9 dicembre” di Trieste.

Nel pomeriggio gli attivisti del movimento hanno continuato la loro protesta distribuendo volantini e diffondendo in audio interventi dei coordinatori nazionali, in vista della nuova notte che trascorreranno ai piedi del monumento di piazza Borsa.
Nei giorni scorsi il coordinamento triestino aveva ricevuto una delegazione dei rappresentanti del movimento “9 dicembre” della vicina Monfalcone che hanno portato la loro solidarietà ai tanti che avevano trascorso la notte all’addiaccio per manifestare le ragioni del loro dissenso.

Oramai sono giorni che ininterrottamente il presidio dei “forconi” di Trieste va avanti, giorno e notte, tra le polemiche e le poche adesioni. Da lunedì 16 dicembre gli attivisti si sposteranno con un gazebo attrezzato anche per la notte, in piazza Ponterosso in prossimità della pista di pattinaggio.

I microfoni di TriesteAllNews hanno intervistato Antonio Skerlj, coordinatore dei “Forconi” di Trieste, il movimento “9 dicembre”.

Lei è il coordinatore del Movimento “9 dicembre” di Trieste, un movimento che in questi giorni nel resto d’Italia sta ottenendo grande adesione da parte dei cittadini. A Trieste però sembra che la partecipazione si riduca alle pochissime persone del vostro presidio. Cosa vi spinge a essere qui oggi affrontando il freddo e l’indifferenza della gente che passa?

«Io sono un artigiano e a fine mese sarò costretto a chiudere la mia attività. Sarò l’ennesimo disoccupato per le strade di Trieste. Mi sono sentito tirato dentro questo movimento anche perché nessuno ha alzato la mano per coordinare le nostre iniziative. L’ho alzata io e ho deciso di cavalcare l’onda anche per vedere chi mi avrebbe seguito. Ahimè mi sono accorto che pochi lo hanno fatto.
Trieste è una città con una realtà particolare. Qui si sta ancora abbastanza bene, non si sente tanto la crisi e in più c’è un partito indipendentista, il TLT (Territorio Libero di Trieste n.d.r.) che purtroppo sta remando contro le nostre iniziative. Io ho parlato con i vertici di questo partito chiedendo la loro partecipazione, ma hanno rifiutato perché loro non si sentono italiani. Noi andremo comunque avanti lo stesso. Anche se semplici cittadini non vogliamo seguire nessuna corrente politica, ma nemmeno rimanere indifferenti.»

Chi c’è tra voi?

«Abbiamo tra noi disoccupati, imprenditori in crisi, studenti, e anche persone che attualmente hanno un’occupazione ma che sentono di dover partecipare per un futuro migliore per sé e i propri cari. Dal 9 dicembre siamo in presidio continuo, notte e giorno, per manifestare i nostri intenti.”

Quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?

«Il coordinamento nasce per essere apolitico e apartitico, sono altri i nostri scopi. La gente ha bisogno di nuovo di riuscire ad arrivare a fine mese, di avere un lavoro dignitoso, di crescere i propri figli. Di poter avere una pensione giusta.
Vogliamo riappropriarci dei diritti costituzionali e abbiamo scelto il Tricolore come simbolo del popolo, senza nessun colore politico.»

Oggi una vostra delegazione è stata ricevuta dal Sindaco di Trieste, cosa avete ottenuto?

“Abbiamo chiesto di avere un riparo notturno, e siamo riusciti a trovare una soluzione spostandoci in piazza Ponterosso dal prossimo lunedì 16 dicembre. Avremo un piccolo gazebo che allestiremo con bandiere italiane e cartelli. Così potremo avere anche un riparo dal freddo notturno, offrire qualcosa da bere ai passanti e informare su quanto facciamo.
Nei prossimi giorni abbiamo intenzione di realizzare altre manifestazioni, un corteo. Ma questo se la cittadinanza risponderà attivamente.»

Cosa vorrebbe dire ai triestini che rimangono indifferenti ai temi che portate avanti?

«Voglio dire che se ora non faranno niente, un giorno non avranno il diritto né piangere, né protestare.»

Un altro membro del presidio, Darix Deros, si prepara a trascorrere la notte al freddo di piazza della Borsa. Giacche pesanti, caffè caldo e la scorsa notte anche la sorpresa di qualche dolce offerto dalle Forze dell’Ordine presenti in loco per la vigilanza del presidio.

«Io ho comunque un’occupazione, sono fortunato, ma partecipo per un domani migliore per i miei figli, per i miei genitori e anche per me stesso. Mi sento solo un semplice cittadino che cerca di fare qualcosa perché la situazione cambi, migliori. Cerco di riuscire a fare qualcosa di buono per il futuro di tutti. Ma la cosa che più mi rammarica è che la gente che passa, i triestini, sembrano non sapere nemmeno chi siamo e ci etichettano come fascisti, come partiti di ultra destra. Non hanno capito che questa è una manifestazione per la gente, per loro, per i nostri figli».

Enrico Ferri

(riproduzione_riservata)

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