CRONACA «Il Pd regionale rinuncia ad un partito aperto e contendibile»

1.2.2014 | 14.24 – La candidatura “bulgara” di Antonella Grim alla segreteria regionale del Pd, sta creando parecchi mali di pancia, in particolare tra la base, più “a sinistra”, del partito democratico, che non sembra aver apprezzato la “sintesi” dell’incontro di Monfalcone di alcuni giorni fa, che ha incoronato la triestina al vertice del Pd del Friuli Venezia Giulia. Fabio Omero, ex assessore della giunta Cosolini, ha dato voce ai malumori, pubblicando su Facebook un lungo post, che inizia così : “così il pd del Friuli Venezia Giulia rinunciano definitivamente al partito aperto e contendibile“. E ironizzando su uno dei must del segretario nazionale Renzi, durante il dibattito interno sulla legge elettorale, quel: «prendere o lasciare, non siamo al Bar sport».
Omero, ironizza, ma nemmeno tanto, sul “capolavoro” svolto dal deputato Ettore Rosato, chiamato «ormai big nazional Ettore (…), perché alla fine ha messo in riga tutto il partito regionale e locale».
Rosato viene indicato come il “deus ex machina” della candidatura della Grim, dopo aver «zittito i supporters triestini del sindaco fiorentino » e parafrasando «tutti gli altri, che avevano ingenuamente creduto di poter giocare con il balocco (Renziano), per garantirsi vecchie e nuove poltrone».
Tra gli “spodestati” vengono messi : il sindaco di Muggia Nesladek (in corsa per alcuni giorni alla segreteria), il Sindaco Cosolini (“scornato”), il senatore triestino Francesco Russo, definito («senatore triestino lettiano che annaspa ora auspici di condivisione») e «vari cuperliani adescati dal canto della sirena del campanile».
A Rosato vengono attribuite “blandizie” nei confronti dell’auto candidatura del friulano Paolo Coppola – «prima appoggiato, poi convinto al passo indietro, visto che le liste per quanto corte, saranno bloccate» e citando testualmente, riferendosi all’ormai ex candidato – «così se ora è finito in parlamento per culo, la prossima volta ci potrà stare per riconoscenza».
Il deputato triestino viene “accusato” di aver «brandito” la presidente (Serracchiani), (…) minacciando di rullare quanti civatiani e/o cuperliani avessero anche solo pensato di poter sfidare la sua candidata, (definita come ) ex-catechista».
Una futura segreteria considerata debole e con la consegna di non arrecare disturbo alla governatrice Serracchiani, definita come «il (la) manovratore (trice) regionale con delega nazionale alle infrastrutture».
Secondo Omero solo – «una sparuta schiera di civatiani triestini ha provato a resistere alla definitiva popolarizzazione del pd immolando il “povero nostro franz” ( Francesco Foti) alle primarie, ma si è ritrovata da sola contrastata dagli stessi omologhi friulani e goriziani disponibili invece a democristiane trattative per pragmatiche e cencellinate careghe in direzione e segreteria regionale nel nome del partito unito».
Conclude Omero «vabbé, che unito è contrario di liquido, ma è pur sempre sinonimo di rappreso, ristretto e solidificato».
Malgrado i discorsi concilianti e gli inviti all’unità, il lavoro per la neo segretaria unitaria, ex Bersaniana, ora Renziana, non sarà facile.
Marco Bonini
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