Prostituzione, chiuse due “case del piacere” a Trieste

CRONACA L’organizzazione era gestita da cittadine cinesi, finite tutte in manette. La banda si serviva di un call center a Milano

4.1.2013 | 16.56 – I Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Trieste a dicembre hanno individuato due appartamenti, in via Sette Fontane e via dei Montecchi, dove alcune cittadine cinesi si prostituivano. L’attività investigativa, coordinata dal procuratore Federico Frezza, ha permesso individuare un call center a Milano al quale i clienti si rivolgevano e dal quale venivano indirizzati verso le prostitute a Trieste. Lo scorso 17 dicembre 2013 i militari hanno proceduto al fermo di polizia giudiziaria della telefonista, una cittadina cinese di 44 anni. A Trieste i Carabinieri hanno invece tratto in arresto un’altra cittadina cinese che gestiva il giro di prostituzione.

Ulteriori sviluppi investigativi hanno consentito di procedere giovedì al fermo di polizia giudiziaria per gli stessi motivi di altre due cittadine cinesi: la prima di 54 anni, residente a Milano, la telefonista della banda, e la seconda, 50 anni, domiciliata a Reggio Emilia, tenutaria di uno degli appartamenti dove veniva esercitata l’attività di prostituzione. I militari hanno anche sequestrato 4000 euro.

L’indagine si inserisce in un articolato dispositivo di controllo del territorio disposto dal Comando provinciale dei Carabinieri di Trieste ed ha permesso di evidenziare una nuova nomenclatura e metodologia operativa che travalica i confini regionali e interessa buona parte del territorio nazionale (l’immagine è di repertorio).

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