MEDICINA Sono già moltissime le pazienti visitate negli ambulatori africani sostenuti dal progetto “One Day Stop Cervical Cancer in Women”

7.1.2014 | 15.37 – “One Day Stop Cervical Cancer in Women“, è questo il nome del progetto che sta permettendo di salvare decine e decine di vite in Ghana. Il progetto coinvolge i medici dell’ospedale pediatrico Burlo Garofolo e si occupa della diffusione nel paese africano della prevenzione e della diagnosi precoce del cancro alla cervice uterina.
Si tratta di una campagna importante, promossa dalla Fondazione Donna a Milano Onlus in collaborazione con il Ministero della Salute del Ghana, e che, in meno di un anno di attività, ha già contato oltre duemila donne ghanesi visitate registrando centinaia di esami di laboratorio e decine di trattamenti elettrochirurgici effettuati. Il progetto, visti gli ottimi risultati riscossi, è in fase di ampliamento, infatti un terzo ambulatorio ginecologico sta per affiancare i due già attivi nel paese africano, sotto la guida del Project Manager Roberto Vitale, di Fondazione Donna a Milano.
“L’obiettivo di questa campagna – ha spiegato Roberto Vitale – è quello di portare nel paese africano un innovativo metodo sanitario nella diagnosi e nella cura precoce del cancro della cervice uterina. Grazie al coinvolgimento della Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, e in particolare dal team coordinato dal Prof. Giuseppe Ricci, stiamo sviluppando un percorso di formazione del personale sanitario ghanese sia in loco che a Trieste“.
All’interno di questo progetto, il Burlo Garofalo ha ospitato due medici ghanesi per alcune settimane affinché potessero apprendere le tecniche da utilizzare per il trattamento delle forme precoci di carcinoma del collo dell’utero e l’utilizzo del “colposcopio”, una formazione che i medici ghanesi hanno continuato in Africa grazie alla visita di due specializzande in ginecologia dell’Ospedale triestino, che si sono recate sul posto per dare un aiuto al personale sanitario locale nello sviluppare ed affinare questi protocolli. In questi tre ambulatori, attivi nelle città di Tamale e nella capitale Accra, le pazienti possono sottoporsi, in maniera del tutto gratuita, alla visita ed all’eventuale terapia, il tutto nell’arco di un solo giorno. Il cancro alla cervice uterina è purtroppo una patologia molto diffusa nel territorio ghanese, una patologia che conta un altissimo indice di mortalità pari ad oltre 23 donne ogni 100mila.
“Questa campagna – ha aggiunto il project manager Roberto Vitale – porta in Ghana un metodo sanitario innovativo nella diagnosi e nella cura di questa patologia, ma mette a disposizione dei medici ghanesi anche strumenti tecnologici moderni che consentiranno loro di interagire e condividere informazioni con i medici delle università di Trieste e Milano, in un continuo processo di aggiornamento e formazione”.
Alessia Liberti


