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lunedì, 5 Dicembre 2022

Maxi frode da 10 milioni di euro ai danni della Regione sventata dalle Fiamme gialle

CRONACA Denunciate 15 persone: “gonfiavano” i bilanci delle aziende per sbloccare i finanziamenti previsti dalla legge “Bertossi”

8.6.2013 | 15.02 – Poco più di un anno e mezzo di indagini per portare alla luce una maxi frode per oltre 10 milioni di euro ai danni della Regione Friuli Venezia Giulia.

Al termine dell’operazione denominata “Risacca”, gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trieste – coordinati dai sostituti procuratori Federico Frezza e Lucia Baldovin – sono riusciti a a sradicare un complesso sistema fraudolento per l’illecita richiesta di finanziamenti – a livello nazionale quanto comunitario – previsti dalla legge regionale “Bertossi”.

Le indagini erano scattate da una semplice verifica fiscale nei confronti di un’azienda triestina operante nel settore della meccanica. I finanzieri avevano scoperto che i bilanci della società erano stati gonfiati di proposito, con la contabilizzazione di fatture fittizie, allo scopo di richiedere in un secondo momento i contributi a fondo perduto previsti dalla legge in questione.

Non c’è poi voluto molto a risalire alle società che avevano emesso le fatture false; una di queste, un’agenzia di consulenze “ad hoc” in materia di finanziamenti nazionali e comunitari, è risultata fare capo a un intermediario udinese, su cui pendevano numerosi precedenti penali per truffa. A questo punto, sotto l’attenta lente degli investigatori, erano venuti a trovarsi ben 300 soggetti economici – tutti con sede in Friuli Venezia Giulia – che si erano rivolti o erano stati contattati dall’agenzia per istruire le domande di contributo.

Gli uomini delle fiamme gialle hanno quindi concentrato la loro attenzione sulle oltre cinquanta aziende con sede nella provincia di Trieste, tra le quali sono state individuate ben 14 situazioni a rischio. Dagli approfondimenti investigativi è stato possibile accertare che numerosi imprenditori erano ricorsi ai servizi illeciti offerti dal titolare dell’agenzia di consulenze, il quale – tra l’altro – proponeva ai clienti un pacchetto “all-inclusive” che andava dal disbrigo delle pratiche burocratiche alla fornitura delle fatture fittizie, passando per la domanda di contributo.

L’attività di polizia economico finanziaria ha quindi consentito – grazie alla sinergia tra finanzieri e uffici della Regione Fvg – di bloccare prontamente l’erogazione dei contributi già formalmente concessi, salvaguardando le finanze dell’ente pubblico e dell’Unione Europea stessa.

Al termine dell’operazione sono state denunciate 15 persone per varie ipotesi di reato tra cui truffa, tentata truffa aggravata ai danni della Regione e emissione e utilizzo di fatture per operazioni “fantasma”. Per tre degli indagati la Procura ha già chiesto il rinvio a giudizio.

Daniela Mosetti

© Riproduzione Riservata 

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