TEATRO Torna a calcare la scena triestina il soprano Alexia Voulgaridou

7.5.2013 | 18.03 – Mancava da soli cinque anni ma non ha mai mancato il suo appuntamento a Trieste una delle opere pucciniane più celebri e amate, “Tosca”, dramma passionale ricco di colpi di scena, in cui i sentimenti d’amore si intrecciano con gelosia e morte. Rappresentata nel capoluogo giuliano ben 18 volte (questa sarà la diciannovesima) a partire dal suo storico debutto al teatro “Verdi” ben 110 anni fa, nel 1903, “Tosca” ritorna in una veste anch’essa ripresa dal passato, rispettando la tradizione contestuale che il pubblico triestino sembra prediligere.
Curata dal regista Giulio Ciabatti con le luci di Claudio Schmid e i costumi di Anna Biagiotti, l’ambientazione dell’opera riproduce la messa in scena del regista Mauro Bolognini e realizzata in passato da Ettore Rondelli, e che a sua volta ha ripreso l’allestimento storico ideato da Adolf Hohenstein per la prima rappresentazione di Tosca che debuttò il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma.
La rivisitazione dello storico allestimento si deve appunto al grande regista Bolognini che proprio con “Tosca” per la prima volta si propose come regista nel mondo dell’opera realizzando il primo passo di un percorso ricco di soddisfazioni quanto quello parallelo del cinema che fu l’altra sua grande passione artistica. Egli fu maestro in particolare nella ricostruzione sulla scena dei riferimenti d’epoca che esaltavano i tratti più drammatici dei personaggi coinvolti. In “Tosca”, è la Roma papalina a fare da sfondo al tragico triangolo amoroso di cui sono protagonisti la cantante, il pittore e il barone. Ma in scena si sviluppa anche la contrapposizione tra due mondi: quello del potere borbonico, rappresentato da uno Scarpia feroce e crudele ministro della polizia pontificia, e quello patriottico, libertario e anticlericale di Cavaradossi, un figlio dell’Illuminismo, innamorato della propria arte e dello spirito rivoluzionario parigino in cui è cresciuto.
La partitura di Giacomo Puccini è ricca tanto di colpi di scena, quanto di celebri romanze tra le quali le famosissime “E lucean le stelle”, “Recondita armonia” e “Vissi d’arte”, inserite nella partitura a sottolineare i momenti melodici che rallentano la progressione dei fatti verso il tragico epilogo. “Tosca” è tratto dall’omonimo dramma di Victorien Sardou, da cui Luigi Illica e Giuseppe Giacosa ricavarono il libretto.
Sul podio dell’Orchestra del “Verdi” sarà impegnato nella direzione e concertazone dell’opera il M° Donato Renzetti. Nel ruolo di Floria Tosca torna sulla scena triestina il soprano greco Alexia Voulgaridou (nella foto), timida Mimì della trascorsa “Boheme”, sobria Suzel ne “L’amico Fritz”, artista di talento molto apprezzata dal pubblico del “Verdi”. La Voulgaridou, al suo debutto italiano nel ruolo di Tosca, sarà affiancata dal tenore Alejandro Roy nei panni di Cavaradossi, da Roberto Frontali in quelli di Scarpia, e Gabriele Sagona, che interpreta Angelotti. Completano il cast Paolo Rumetz (il Sagrestano), Nicola Pamio (Spoletta), Christian Starinieri (Sciarrone), Giuliano Pelizon e Giovanni Palumbo si alterneranno nel ruolo del Carceriere, ed Emma Orsini ed Enrica Benedetti in quello del Pastorello. Nel cast sarà impegnato anche il Coro del “Verdi” preparato dal M° Paolo Vero, e il Coro dei Piccoli Cantori della Città di Trieste diretto da Cristina Semeraro.
L’opera debutta al “Verdi” di Trieste venerdì il 10 maggio alle 20.30 e replica fino al 21 maggio.
Alessandra Ressa


