CRONACA L’incontro con l’ex componente del pool di Mani Pulite e consigliere della Suprema Corte di Cassazione si tiene martedì alle 16.30 in H3

11.3.2013 | 18.56 – Sono passati vent’anni da “Mani Pulite”, l’inchiesta che avrebbe dovuto cambiare l’Italia, ma la storia di allora rimane attuale. Il fenomeno della corruzione continua oggi ad affliggere la pubblica amministrazione, a condizionare la vita democratica nel nostro Paese, a incidere pesantemente sulla nostra economia. Qualche mese fa il Parlamento è intervenuto con la legge “anticorruzione”, con la quale ha inteso rispondere alle istanze di legalità provenienti da larga parte dell’opinione pubblica, nonché alle richieste degli organismi internazionali che auspicavano un intervento di contrasto a questa piaga sociale.
Per approfondire questo tema in chiave storica, analizzare la recente riforma e le prospettive di ulteriori interventi legislativi, la Lista universitaria AutonomaMente e le associazioni Elsa e Rime hanno organizzato un dibattito con Piercamillo Davigo, consigliere della Suprema Corte di Cassazione, e con Grazia Mannozzi, ordinario di Diritto penale dell’Università dell’Insubria.
I due ospiti saranno intervistati dagli studenti e risponderanno alle loro domande domani, martedì 12 marzo alle 16.30, nell’Aula magna dell’edificio H3 dell’Università di Trieste in piazzale Europa.
«L’iniziativa è sorta spontaneamente in considerazione dell’intenso dibattito sul tema che coinvolge molti studenti e che è stato raccolto dalla lista AutonomaMente – spiega Ruggero Buciol, rappresentante degli studenti in Senato accademico e dottorando in Scienze penalistiche -. AutonomaMente ha deciso di coinvolgere nell’organizzazione dell’evento anche l’Associazione Elsa Trieste che sul punto aveva svolto un lavoro di ricerca concluso con la pubblicazione di un elaborato intitolato “Analisi storica, giuridica e sociologica del fenomeno corruttivo”, e del quale Elsa Trieste ha curato la parte relativa alla corruzione tra privati».
«Infine ad AutonomaMente si è unita anche l’Associazione Rime – aggiunge Buciol -, che recentemente ha promosso l’iniziativa “Riparte il futuro” con la quale è stato chiesto a tutti i candidati per le recenti consultazioni elettorali la pubblicazione del loro curriculum vitae, del casellario giudiziale, della loro condizione reddituale e patrimoniale nonché l’indicazione di potenziali conflitti d’interesse. Inoltre attraverso una petizione che ha raccolto ad oggi 153.994 firme, si è richiesto il rafforzamento della legge anticorruzione recentemente approvata dal Parlamento. A tale iniziativa hanno aderito oltre 850 candidati».
Dopo essersi laureato in giurisprudenza all’Università di Genova è entrato in Magistratura nel 1978, Davigo ha iniziato la sua carriera come giudice presso il Tribunale di Vigevano; poi dal 1981 è divenuto sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, dove si è occupato prevalentemente di reati finanziari, societari e contro la pubblica amministrazione. In questo contesto ha fatto parte, nei primi anni Novanta, del pool Mani Pulite, insieme ai colleghi Antonio Di Pietro, Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D’Ambrosio, Ilda Boccassini, Gherardo Colombo, Francesco Greco, Tiziana Parenti e Armando Spataro.
Ha scritto vari libri, di taglio prevalentemente scientifico. Fra i testi di divulgazione, si ricordano in particolare “La Giubba del Re – Intervista sulla corruzione“, scritto in collaborazione con Davide Pinardi, “Processo all’italiana” con Leo Sisti e “La corruzione in Italia – Percezione sociale e controllo penale“, scritto a quattro mani con Grazia Mannozzi.


