CRONACA Dopo numerosi e inutili tentativi alle 3 del mattino il marito l’ha portata con la propria macchina all’ospedale di Trieste

7.1.2013 | 23.06 – Ritrovarsi in un paese straniero e sentirsi male già di per sé è una cosa spiacevole, se poi vengono a mancare anche gli interventi del pronto soccorso allora la situazione può diventare veramente drammatica. È quello che è capitato a una turista italiana che durante un soggiorno in un albergo ad Ancarano, nella vicina Slovenia, alle 2.30 di notte circa ha avvertito un malore e una volta chiamato il pronto soccorso l’operatore del centralino le ha riferito che non c’erano ambulanze a disposizione.
Ad aiutare la turista in un primo momento sono stati la cameriera e la guardia notturna che hanno chiamato il 112 e per due volte si sono sentiti rispondere dallo stesso centralinista assonnato che non c’erano mezzi a disposizioni per portare la donna fino all’ospedale di Isola e che quindi doveva venire con un proprio mezzo fino alla struttura sanitaria.
Alla terza chiamata i turisti prima sono stati invitati a prendere un taxi e infine si sono anche visti sbattere il telefono in faccia. Nonostante la guardia medica fosse stata avvisata che la donna era in gravi condizioni e che non poteva raggiungere da sola l’ospedale, l’operatore non ha esitato a riattaccare la cornetta. A quel punto il marito, preoccupato per il peggioramento delle condizioni della moglie, alle 3 del mattino ha pagato il conto dell’albergo e si è diretto con la propria automobile verso l’ospedale di Trieste.
Nicole Mišon


